Marulandi

…Quelli tra caccia e realtà

Le origini
Medellin, settembre 1994
La partita è di quelle di cartello ma stenta a decollare. Victor Marulanda, reduce dai Mondiali appena disputati dalla sua Colombia negli Stati Uniti, staziona nei pressi della propria trequarti, impegnato in una stretta marcatura ad uomo ai danni dell’amico-nemico Carlos Valderrama ; Marulanda è motivatissimo, userebbe qualsiasi mezzo per provare a fermare il talentuoso avversario; negli spogliatoi il mister gli ha detto:”Victor, oggi tutte le palle devono essere tue!”.
Il disciplinato difensore esegue alla lettera: tra un intervento in tackle ed un anticipo aereo, guarda distrattamente verso il pubblico della centrale, poi si volta e lascia scivolare la mano tra le gambe degll’avversario…1, 2 e 3, tre belle e ricche raschiate agli ammennicoli ovaloidi che custodiscono il seme della progenie di Valderrama, per poi rituffarsi nel vivo dell’azione
Milano, ottobre 1994
Tra una gag e l’altra dei vari inviati, Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Carlo Taranto (al secolo Gialappa’s Band) si ritrovano a commentare l’epico gesto del noto calciatore colombiano Victor Marulanda, ribattezzando quegli ammennicoli ovaloidi col termine “marulandi”. Le telecamere indiscrete come non potevano non soffermarsi su quella che passerà alla storia calcistica come la più nota tra le “rattatio pallorum”?!
Già! Troppo bella per essere vera, troppo bella per non essere riconsegnata ai posteri come “La Grattugiata dei Marulandi”.
Nel frattempo in penisola sorrentina…
Tra i diversi milioni di italiani, che ogni domenica sera amano intrattenersi davanti alla scatola catodica per ammirare le performances dei vari Felice Caccamo, Gianduia Vettorello, Frengo e Stop, il Professore Multimediale, Pierpiero ed il mitologico Conte Uguccione Tancredi Alverio Orpello degli Orpelli vi sono anche, sparpagliati sul territorio secondo un ordine non preciso, Filippo Ziino, Johnny Pollio, Salvatore Costantino, Michele Di Maio, i fratelli Biasini, Alessandro Cella, Francesco Mancusi, Salvatore Nunzet, Ernesto Fiorentino ed altri illustri personaggi, da anni abituati a scandire le stagioni della propria esistenza secondo il ritmo delle edizioni della “Caccia al Tesoro” che si svolge a Sorrento a partire dal giorno di Santo Stefano.
Non credono ai propri occhi. È quello che stavano cercando. Un modo nuovo, simpatico ed originale per identificarsi: erano pur sempre un gruppo di coglioni!
“Marulandi” esclamano entusiasti. “Fantastico, da quest’anno ci chiameremo così!”.
E così fu.

La storia
I neonati “Marulandi” si tuffarono nell’edizione della “Caccia a Tesoro del 1994” con un rinnovato spirito agonistico. Quell’anno avrebbero voluto vincere per celebrare degnamente il loro nuovo nome. Riconfermata la leader-ship spirituale al carismatico Mario Pollio – internazionalmente riconosciuto come Mario ‘o pazzo – condussero una delle cacce più belle che avevano mai sostenuto sino ad allora, arrivando in ritardo sul tesoro per una sporca manciata di minuti.
Poco importava, stava nascendo un Mito e a celebrare quell’epico battesimo, oltre a ‘O pazzo e alla consorte Zia Vanna vi erano: Johnny Pollio, il giovane Salvatore Costantino (designato come capitano del sodalizio), i fratelli Peppe e Checco Aiello, i fratelli Massimo e Marco Biasini, Eugenio “Panzer” Cafiero, Massimo “Ciampone” Ciampa, Alessandro “Cellino” Cella, il promettente Vittorio Acampora , il sicuramente non promettente Marino Gherardi, il silenzioso Giovanni Ambrosino, le sorelle Bianca e Raffaella “Ciccia” De Angelis, Michele Di Maio, Ernesto “Mago Ernesto” Fiorentino, l’immenso Francesco “Mammazzu” Mancusi, Salvatore “Tata” Nunzet, Marco Parlato, il già pittoresco Gianluca “Negro” Terlizzi e l’inarrestabile Filippo “Pippo” Ziino; e poi ancora: Gemma Attanasio, Laura “Caciotta” Coppola, Libero e Giògiò Cuomo, Monica Ercolano, Pasquale “il Pallonaro” Falanga, Raffaele e Marianna Gargiulo, Antonio “Stallaro” Apreda, Gaetano “Gheddafi” (il cui vero cognome non è stato mai rivelato dai servizi segreti), Lia Maresca, Tania Russo, Jenny Ruggiero, Marilisa Salvato e tanti altri; in pratica tutta la comitiva sviluppatasi attorno alla incredibile avventura del giornaletto-mangiacazzi della Piazza, “Il Carassio”, che sino ad allora aveva cementato i rapporti di quel gruppo di amici.
La sede fu stabilita, grazie ai buoni uffici della signora “Inessa”, nell’azienda vinicola di “Casa De Angelis”.
L’edizione seguente, quella del ’95, ancora una volta vide “I Marulandi” recitare un ruolo da protagonisti; ancora una volta, tuttavia, lo scrigno restò un miraggio; ma la vittoria oramai era nell’aria e sicuramente sarebbe arrivata l’anno seguente.
Invece il 1996 fu la totale disfatta. A causa di una discutibile scomposizione e ricomposizione di coppie, “I Marulandi” si spaccarono e si presentarono alla caccia addirittura con due squadre: “I Marulandi” ed “I Veri Marulandi”. Alla prima, tra i leaders storici aderirono: i Biasini, gli Aiello, Checco Mancusi e Bianca De Angelis, che portò in dote la sede sociale e “’e maccarun” della signora “Inessa”.
Della seconda fecero così parte i coniugi Pazz’ – che cercarono di tamponare all’emergenza “maccaruni” con panini e pasticciotti – Johnny Pollio, Michele Di Maio, Ernesto Fiorentino, Salvatore Costantino (capitano), Raffaella De Angelis (sfrattata dall’azienda), Salvatore Nunzet, Filippo Ziino, “Ciampone”, “Cellino”, Vittorio Acampora, Giovanni Ambrosino, Marco Parlato ed il sempre meno promettente Marino Gherardi.
La gara, per la cronaca, non fu vinta da nessuno dei due tronconi, anche se a meglio figurare furono certamente “I Marulandi” che sfiorarono la vittoria.
L’edizione 1997 fu quella della definitiva chiarezza. Il titolo sportivo, infatti, fu definitivamente acquisito da “I Veri Marulandi”, che poterono così finalmente richiamarsi semplicemente “I Marulandi” ma le cose non andarono meglio e ci si dovette ancora accontentare di una partecipazione anonima. Tuttavia la squadra stava crescendo e i nuovi innesti facevano nutrire aspettative migliori per il futuro.
Il 1998, la “Caccia a Tesoro di Natale”, fu inaspettatamente soppressa ma “I Marulandi”, quell’anno, non stettero con le mani in mano e, rinforzati dagli acquisti di Gianni Pane (ex Marano) Massimiliano De Gennaro (ex tutto) e di ulteriori giovani promesse, parteciparono ad una “Caccia-mista” (oggetti, prove fisiche ed indizi) organizzata in estate a Piano di Sorrento e ad una solo “ad oggetti” tenutasi a Sant’Agata. A Piano fu un gran successo; arrivarono secondi ma ebbero un prezioso riconoscimento da parte della giuria, anche per lo spirito messo in campo. A Sant’Agata, le cose non andarono così bene, il tipo di manifestazione (ricerca di oggetti) non era proprio il loro forte. In ogni caso fu una buona occasione per addestrare il nuovo gruppo che stava venendo su attorno agli storici fondatori.
Il 1999 arrivò il primo trionfo ottenuto alla “Treasure Trap” di Meta dove “I Marulandi” parteciparono uniti alla squadra di “Mortora”. La caccia, ancora una mista (indizi e prove di abilità), fu vinta nettamente dal binomio Marulandi-Mortora che aveva messo in campo una compagine davvero completa, sbaragliando letteralmente gli avversari.
2000 e 2001 “I Marulandi” restarono praticamente a riposo e riuscirono ad incontrarsi esclusivamente per celebrare l’altro grande evento dell’intera annata: “La partita di calcio senza regole” che si svolge ogni anno in occasione del Lunedì dell’Angelo per “devozione” a Santo Lazzaro. Un po’ poco per uno squadrone che aveva fame di successi.
Entriamo nel nuovo millennio.
Nel 2002 la grande occasione.
Torna la grande “Caccia a tesoro di Natale”, anche se con nuovi organizzatori.
Basta poco per chiamare a raccolta tutti i fedelissimi e tirare su una squadra che si fonde questa volta con il gruppo di “Marano”.
Non c’è storia. “I Marulandi” sembrano di un altro pianeta e si accingono nuovamente a volare indisturbati al rito del rinvenimento dello scrigno, quando – grazie ad una certa leggerezza mostrata dalla nuova compagine organizzativa – vengono misteriosamente scippati dalla squadra delle “Aquile”. E’ subito polemica molto aspra, quando si scopre che le “Aquile” hanno saltato qualche indizio e sono giunti al tesoro solo inseguendo “I Marulandi”.
La rissa sfiorata porta i nuovi organizzatori, comunque motivati dalla piacevole risposta ottenuta in termini di partecipazione, a richiedere dei rinforzi per lo staff promotore. A pagare il dazio di questa campagna acquisti portata avanti dall’organizzazione della caccia sono ancora “I Marulandi”, che vedono in un sol colpo sottrarsi di due leaders storici Johnny Pollio e Salvatore Costantino ed il preziosissimo Gianni Pane.
Si profila la diaspora.
Salvatore Nunzet ed Ernesto Fiorentino passano così nelle fila di “Quei…degli organizzatori”, attuali “Manufra”, guidati dall’ex Marulando Francesco Mancusi. Nell’incertezza venutasi a creare, Michele Di Maio sembra voler seguire la scia di “Tata” Nunzet e “Mago” Ernesto ma resiste e regala una prestazione strordinaria.
Marino Gherardi aveva già “tradito” l’anno prima per andare a fondare gli “A-Team”.
Addirittura l’incontrastato capo spirituale Mario ‘o pazzo, colpito da un lutto in famiglia, annuncia il suo forfait.
Filippo Ziino è l’unico che cerca di resistere. Chiama a raccolta il “Ciampone” ed il “Cellino”, nonché l’ottimo Francesco “Frenzis” Scala (ex Petagnella), arrivato alla corte de “I Marulandi” nella stagione precedente. Un contributo decisivo viene poi offerto anche da Gennaro “Zezzè” da Eliana Gargiulo (schiava 1) e Arianna Casola (schiava 2), queste ultime cresciute “caccisticamente” (e non solo) agli ordini del (“vecchio”) capitano Salvatore Costantino, con i ruoli di mozzi della ciurma.
Vengono, infine, recuperati Vittorio Acampora, Giovanni Ambrosino, Adriano “Di Munken” Di Maio e quella folta schiera di giovani promettenti che mai avevano avuto l’opportunità di mettersi realmente in mostra in passato.
Addirittura entrano a far parte della squadra tre giovanissimi della terza generazione: Simone Costantino (fratello del “traditore” Salvatore), Corrado Milano e Robertino Lauro (cugino dell’altro “traditore” Johnny Pollio). A ricoprire il prestigioso ruolo di capitano viene chiamato Nin8 Lauro.
Contro ogni pronostico, dopo un iniziale testa a testa con i sempre combattivi “Nun li ‘a sapé” (guidati dai veterani Pia Ruoppo, Lello Petagna, Sasha Acampora e Roberto Banana) “I Marulandi” salutano e vanno staccare il biglietto del loro secondo grande trionfo.
A segnare il loro nome nel glorioso albo ritroviamo, oltre ai già citati: Giuseppe “Peppealfaro” Alfaro, Carlo Colicchio, Alfonso Calemma, Stefano Limpido, Aldo Ercolano.
Nel 2004 i Marulandi, campioni in carica, si presentano ai nastri di partenza con il favore del pronostico e la vittoria inaspettata nei giochi medievali, portata a casa da Carlo Colicchio, sembra confermare le previsioni di vittoria. I marulandi partono primi nella caccia al tesoro ma perdono da subito la leadership senza mai più recuperarla. Clamorosamente l’eccitazione e le buone intenzione per la caccia ben presti si trasformano in disorganizzazione e mancanza di stimoli. Forse i Marulandi sono sazi della vittoria precedente e non riescono mai ad essere in gara. Offrono grandi prove solo Arianna Casola (capitana), Ciampone, Cellino, Mario ‘o pazzo, Zia Vanna, Agnese Di Leva, Nunzia Ricciardi.
Salvano la faccia: Filippo Ziino (capitano), Carlo Colicchio (campione), Michele Di Maio, Tiziano Esposito, Flavia Paturzo, Giuliana Valente, Chiara Ruoppo, Margherita D’Angelo, Luisa Ercolano, Stefano Limpido, Aldo Ercolano, Francesca Milano, Gennaro Esposito, Marco Di Maio, Simone Costantino. Vengono meno con prestazioni sottotono: Francesco e Valerio Scala, Eliana Gargiulo, Vittoria Acampora, Donato Guarracino, Peppe Alfaro, Adriano Di Maio, Nin8 Lauro.
Arriva la delusione della sconfitta che, associata alle polemiche interne, mette a dura prova l’affiatamento di questa storica gruppa. La compattezza dei Marulandi sembra vacillare ed il gruppo è sul punto di sgretolarsi. Serve un segnale forte, qualcosa che restituisca serenità e stimoli all’ambiente. Arriva! Il merito va a Filippo Ziino, Michele Di Maio, Mario ‘o pazzo: i primi due con delle trattative tanto serrate quanto segrete intavolate a partire da gennaio 2004, il secondo con dei discorsi faccia a faccia tanto nostalgici quanto intensi, riescono a risvegliare i sentimenti (mai assopiti) da Marulando di uno dei leaders storici Salvatore Costantino. Al cuor non si comanda: subito dopo la premiazione della caccia al tesoro 2004 Salvatore Costantino lascia l’organizzazione è torna ad essere il capitano del gruppo.
I primi confronti mettono subito in risalto il principio che Marulando è un modo di essere: lo si è 365 giorni all’anno e non solo durante la caccia, quindi…
…il 22 gennaio 2005, presso il ristorante lo Stuzzichino, alle ore 22,22 si costituisce l’associazione “Marulandi”. Firmano lo statuto associandosi: Salvatore Costantino (presidente – socio fondatore), Michele Di Maio (vicepresidente – socio fondatore), Filippo Ziino (cassiere – socio fondatore), Arianna Casola (segretaria), Alessandro Cella (consigliere anziano – socio fondatore), Eliana Gargiulo (consigliere), Gennaro Esposito (consigliere), Mario ‘o pazzo Pollio (presidente onorario), Johnny Pollio (socio fondatore), Marco Parlato (socio fondatore).
Quella storica sera, si associano anche: Agnese Di Leva, Aldo e Luisa Ercolano, Anna Iaccarino, Annunziata e Giovanna Ricciardi, Carlo Colicchio, Flavia Paturzo, Francesca Milano, Francesco Scala, Giuliana Valente, Giuseppe Alfaro, Marianna Pollio, Massimo Ciampa, Stefano Limpido, Tiziano Esposito.
Questi siamo noi.

E la storia continua…

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