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	<title>Associazione Marulandi&#187; News</title>
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		<title>Cena con delitto &#8216;A notte de&#8217; Briganti</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 20:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Prefazione storica
E’ sabato 2 marzo 1861
Le prime elezione politiche dell’Italia unitaria sono oramai alla spalle, tenutesi tra il 27 gennaio (I turno) ed il 3 febbraio (ballottaggio) del 1861
Sei nella tranquilla residenza di campagna di Don Nicola Maresca Donnorso di Serracapriola (Nino Mastellone), accompagnato dalla moglie Donna Maria Margherita di Sangro (Maria Pia Macrì) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marulandi.it/wp-content/uploads/2011/01/locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-212" title="locandina" src="http://www.marulandi.it/wp-content/uploads/2011/01/locandina-217x300.jpg" alt="Cena con Delitto" width="217" height="300" /></a>Prefazione storica<br />
E’ sabato 2 marzo 1861<br />
Le prime elezione politiche dell’Italia unitaria sono oramai alla spalle, tenutesi tra il 27 gennaio (I turno) ed il 3 febbraio (ballottaggio) del 1861<br />
Sei nella tranquilla residenza di campagna di Don Nicola Maresca Donnorso di Serracapriola (Nino Mastellone), accompagnato dalla moglie Donna Maria Margherita di Sangro (Maria Pia Macrì) e dalla servitù.<br />
Ufficialmente si festeggia la recente elezione a deputati del carottese Sac. Mariano Maresca (Marco Di Maio), eletto nel collegio di Sorrento e del metese Mariano Ruggiero (Giancarlo Ferraiolo), eletto in quello di Castellammare di Stabia, quest’ultimo accompagnato dalla moglie (Francesca Russo).</p>
<p>Sono altresì presenti:<br />
-    l’on. Liborio Romano (Vittorio Acampora) &#8211; attuale responsabile dell’agricoltura nel Consiglio di luogotenenza retto dal principe Eugenio Emanuele di Carignano (non presente alla serata) – ed una schiera di suoi fedelissimi giunti da Napoli;</p>
<p>-    l’On. Silvio Spaventa (Antonino Fiorentino) – attuale responsabile della Polizia nel sopracitato Consiglio di luogotenenza – accompagnato dalla moglie Anna Nasuti (Nunzia Ricciardi) ed alcuni suoi collaboratori;</p>
<p>-    l’Arcivescovo di Napoli Cardinal Sisto Riario Sforza (Alessandro Cella) &#8211; da pochi mesi rientrato dal suo esilio in Francia &#8211; ed il suo segretario personale il giovane sac. Carlo Majella (Elredo Cesaro), nonché i parroci di Meta (Luca Paladino) del Piano (Ferdinando Fiorentino) e di Sorrento (Eduardo Cesaro);</p>
<p>-    il blasonato Principe Edoardo Colonna di Summonte (Giulio Terminiello), accompagnato dalla sorella Donna Teresa Colonna (Giovanna Russo), peraltro moglie del Principe Alessandro di Torlonia (non presente alla serata) e dalla servitù;</p>
<p>-    Don Giacomo De Martino (Marco Maresca) sorprendentemente giunto da Roma e sino a pochi giorni fa investito da S.A.R. Francesco II di Borbone (non presente alla serata) del delicato quanto inutile incarico di Ministro degli Esteri del Governo borbonico in esilio, accompagnato dalla moglie (Rossella Solimeno);</p>
<p>-    I Sindaci del Piano il Notaio Modesto De Rosa (Giuseppe Coluccio), di Meta Bonaventura Starita (Piter Cardone) e di Sorrento Nicola Ammone (Ninotto Lauro) con le rispettive consorti ed altri esponenti delle famiglie più in vista dei tre Comuni peninsulari.</p>
<p>Tuttavia, stante le alte cariche e l’elevato lignaggio<span id="more-211"></span> dei presenti, non è da escludersi che il party sia stato voluto per cercare di arginare il malcontento del popolo che non ha ancora digerito l’allontanamento del Vescovo di Sorrento Monsignor Francesco Saverio Apuzzo (non presente alla serata) e del suo Vicario sac. Michele Maresca (non presente alla serata) dalla propria sede, avvenuto lo scorso settembre. Detto allontanamento infatti, contrariamente a quanto si è appreso dalla versione ufficiale, non sarebbe stato volontario, ma imposto dalle nuove Autorità civili che avrebbero prima imprigionato i due e poi esiliati a Marsiglia o addirittura giustiziati per volere del Generale Giuseppe Garibaldi (non presente alla serata) in persona. Inoltre il disordine e la criminalità dilagano in maniera incontrollata, tanto che solo poche settimane fa è stata presa d’assalto da alcuni malviventi la residenza sorrentina del console americano.<br />
Su questo scenario già di per sé poco rassicurante, incombe la minaccia di un clamoroso ritorno dell’ex sovrano Francesco II che da Gaeta starebbe guidando alcune truppe di fedelissimi le quali, unitesi a bande di briganti (questi ultimi segnalati anche sui Monti Lattari), starebbero attendendo l’arrivo via mare di rinforzi dalla Spagna.</p>
<p><em>N.d.A.: La fedele ricostruzione di personaggi e loro ruoli nella società dell’epoca è avvenuta sulla base della scarna documentazione presente negli archivi storici, tuttavia nel corso della serata saranno scoperti in anteprima alcuni particolari pressoché inediti dei fatti verificatisi in Costiera in quei delicati giorni.<br />
Tradimenti, inganni e compromessi verranno finalmente portati alla luce dopo 150 anni e tutto questo all’insaputa della storiografia ufficiale che continua ad ignorarli, ancora oggi che si appresta a celebrare l’anniversario di una annessione travestita da Unità.</em></p>
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		<title>è vivo, è vivo&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 11:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>entoutoinika</dc:creator>
				<category><![CDATA[News 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ma tutto è scongiurato, l&#8217;uomo ragno è ritornato più bello nei fumetti là sopra i parapetti!&#8230;”
Questo pezzo di una canzone degli anni ’90 mi ronza nel cervello da qualche giorno; come una zanzara nel mese di agosto: non c’è passionalità.
Eppure qualcosa da scongiurare c’è, qualcosa per il quale mettersi in moto. Il cervello elabora i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ma tutto è scongiurato, l&#8217;uomo ragno è ritornato più bello nei fumetti là sopra i parapetti!&#8230;”<br />
Questo pezzo di una canzone degli anni ’90 mi ronza nel cervello da qualche giorno; come una zanzara nel mese di agosto: non c’è passionalità.<br />
Eppure qualcosa da scongiurare c’è, qualcosa per il quale mettersi in moto. Il cervello elabora i suoi pensieri in maniera estremamente rapida; il cervello elabora miliardi di operazioni e tutte si concludono nel breve volgere di un secondo; il cervello analizza ogni singolo impulso nervoso ed emotivo; il cervello rallenta la sua corsa; il cervello è stanco.<br />
Bisogna andare oltre…<br />
Quello che deve essere scongiurato non è visibile agli occhi della mente, va più in la…<span id="more-209"></span><br />
Come un “deja vu”, come un attimo di vita resuscitato da un futuro non ancora realizzato, non ancora concluso, non ancora finito ma già vissuto, ecco che si innalza il grattacielo…<br />
Vivere nel ricordo o vivere del ricordo? Oppure vivere per il ricordo? Presente, passato o futuro?, Questa è la scelta. Scelta ardua e complessa, ma pur sempre una scelta. Una scelta uguale a tutte quante le altre scelte. Andare a sinistra o a destra? Salire o scendere? Bere o morire assetato? Bianco o nero? E non ci sono vie di mezzo…<br />
Questa volta occorre uno scossone forte, una vibrazione vitale, un terremoto tale da scuotere anime e coscienze. Ma non basta essere solo svegli, non basta essere solo presente, non basta! Ci vuole di più. Non basta la forza del singolo, occorre la coesione del gruppo, la forza del team, le mani che si stringono forti e che stringono a loro volta. Bisogna essere almeno in 2.<br />
Scongiurare la minaccia di qualcosa di eminente, di tragico, richiede l’aiuto di tutti. Quando resti solo ed inizi a gridare nessuno ti sente: hai fatto tardi, sei in ritardo. Fuori tempo utile, time over. Ma se lo fai un attimo prima che tutti vadano via, prima che il sipario cali e gli spettatori vadano via, se il torpore che avvolge il tuo corpo viene sconfitto dalla voglia di respirare, se l’ossigeno ormai consumato viene sostituito da aria pulita, forse hai ancora una possibilità, forse hai ancora un attimo di tempo per dire la tua, per aggiungerti al coro.<br />
Questa volta però non si ricerca solo la quantità ma anche la qualità, non c’è bisogno solo della forza ma anche del coraggio; non un gesto eroico ma un gesto di vita, un gesto di rinnovamento.<br />
Ma ancora non è chiaro al mio cervello cosa si deve scongiurare. Una catastrofe? Un cataclisma? Una sciagura? La morte di una persona? Ecco…<br />
Quello che non deve realizzarsi è quella lenta agonia che scorga nel fiato dell’ultimo respiro; non deve realizzarsi che quell’ultimo raggio di sole sull’orizzonte sia l’ultimo raggio e sia per sempre.<br />
Salvarne uno come esempio ovvero farli fuori tutti e “ite missa est”?<br />
Resta ancora l’incertezza su che cosa ci sia da scongiurare… Forse che tutto finisca, che tutto non abbia un seguito oppure che tutto venga dimenticato? Non preoccupa all’essere umano che tutto finisca, in quanto tutto è destinato a perire, a scomparire, a passare. La preoccupazione di fondo, il cruccio è che tutto possa essere dimenticato e così facendo muore il ricordo di ciò che si è stati in vita. Noi passiamo ma il ricordo rimane. Rimane, ma a condizione che qualcuno o qualcosa ci permetta di farlo. A volte bastano le parole, a volte un semplice gesto, a volte una frase su un foglio di carta, a volte una fotografia rimasta chiusa nel buio di un cassetto.<br />
L’utilità di un dono sta nel modo in cui lo si utilizza e spesso non tutti siamo in grado di apprezzarne il valore. E quando non si apprezza una cosa o un gesto dobbiamo necessariamente ricorrere ad un suo palliativo. La nostra società è ricca di alternative, di vie di fuga che ci permettono di arrivare sempre in tempo per non perderci il bello della diretta: abbiamo una seconda opportunità che è la memoria scritta. E finalmente si capisce che cosa deve essere scongiurato: che tutto quello che è stato inciso sulla carta non vada perso. Che tutto il fiume di inchiostro, che ha sporcato la bianca cellulosa non finisca nel mare dell’oblio, nel mare del non ricordo.<br />
Ed allora scrivo, scrivo per ricordare, scrivo per scongiurare, scrivo perché sono vivo.<br />
Sono vivo perché non sai di vivere se non stai vivendo. E dopo un periodo di assenza voluta, cercata, forzata, causale, eccomi di nuovo qui; sono tornato con i miei contorti pensieri, con i miei dubbi, con le mie turbe, con le mie perplessità, con le mie responsabilità, inchiodato a questa sedia respirando un’aria che sa di pioggia, che sa di umido, che sa di legno bagnato. Leggo pagine di giornali che minano alle fondamenta la nostra società. E quello che emerge da una attenta lettura è il dubbio che tutto sia marcio, che tutto sia perso&#8230; ma non può essere andato tutto a male.<br />
Guardo fuori dalla finestra, una pioggia lenta e pesante invade lo spazio, si appropria di tutto. Con smisurata lentezza si insinua nell’aria, mentre un cielo color canna di fucile osserva silenzioso il suo moto gravitazionale. Sono sereno, sono tranquillo, sono fiducioso che sono ritornato, siamo “ritornati”. Non tutto è andato a male, non tutto è perso, bisogna solamente essere consapevoli che li fuori c’è, fosse anche una sola persona, qualcuno attende di vederci di nuovo operativi., di nuovo protagonisti…. “più belli nei fumetti là sopra i parapetti”.<br />
La nuova versione del sito, le vecchie rubriche, che nonostante tutto sopravvivono agli eventi, fotografie e memorie di caccia al tesoro sono il valore aggiunto che nel tempo e col tempo abbiamo saputo dare alla nostra associazione.<br />
Sono istantanee di un tempo che non ritorna più, sono momenti rubati all’eternità; sono flash di una memoria che ha sete di novità.<br />
Fiducioso di non rimanere solo, lascio spazio agli altri, nell’attesa di leggere e di vedere buone nuove.</p>
<p>Haran Banjo</p>
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		<title>Lascia o raddoppia</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 23:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Semplicemente&#8230;.siamo ancora qui!!!
L&#8217;inverno non è ancora passato, la neve imbianca le vette più alte della nostra penisola e qualche scoglio, ma i Marulandi sono pronti ad uscire dal soporifero letargo in cui si erano rifugiati&#8230; sperando in una primavera anticipata!
E&#8217; trascorso circa un mese da quando le pagine di questo sito sono state oscurate&#8230;, subito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Semplicemente&#8230;.siamo ancora qui!!!</p>
<p>L&#8217;inverno non è ancora passato, la neve imbianca le vette più alte della nostra penisola e qualche scoglio, ma i Marulandi sono pronti ad uscire dal soporifero letargo in cui si erano rifugiati&#8230; sperando in una primavera anticipata!<br />
E&#8217; trascorso circa un mese da quando le pagine di questo sito sono state oscurate&#8230;, subito dalle pagine del forum si sono elevati cori di proteste, sempre più insistenti&#8230; qualcosa di noi era scomparso così, dalla sera alla mattina&#8230; e l&#8217;attento Entoutonika aveva lanciato l&#8217;allarme!!!<br />
Non si era capito bene cosa stesse succedendo&#8230; tante pagine, tanti ricordi, tante fotografie&#8230; immagini cristallizate delle nostre piccole e grandi follie&#8230; perse in un istante.<br />
A quella voce solitaria ecco aggiungersi Vicap ed Anna, anch&#8217;essi ignari di cosa stesse succedendo!!! Le ipotesi più improbabili iniziarono a farsi largo tra le righe confuse del forum&#8230; si parlava di cementificazione selvaggia, di lavori abusivi,&#8230; Vicap, in piena rivoluzione verde, si chiedeva dove fossero gli ambientalisti!!! Effettivamente tutto quel materiale è un pezzo importante della nostra storia&#8230; un patrimonio culturale da conservare!<br />
E mentre Ento si attrezzava con tanto di ruspe e di non meglio identificate be-be-betoniere&#8230;ecco che iniziava ad essere invocata la Speranza&#8230; si cercava da tutte le parti, ma niente, sembrava che fosse scomparsa anche dagli elenchi telefonici!!!! Finalmente dopo circa 20 giorni dall&#8217;inizio di questi strani lavori, comparve anche Zezzè!<br />
Qualcuno ancora manca all&#8217;appello, ma noi crediamo nella Speranza&#8230; forse è fuggita all&#8217;estero, forse ha cambiato nome e gira sotto mentite spoglie, chissà!!!</p>
<p>Comunque lo scopo di questa rivoluzione era proprio questo &#8230; decidere se morire definitavamente o cercare un nuovo inizio&#8230; la migliore risposta è arrivata proprio dal forum: &#8221; finchè ci sarà anche una sola persona che si chiederà che fine hanno fatto i Marulandi, il loro sito ed i suoi ricordi&#8230;. i Marulandi continueranno ad esistere!!!&#8221;</p>
<p>Tante cose sono cambiate dal giorno in cui questo gruppo ha iniziato la sua storia, tante persone sono passate, ma un Marulando non lascia mai&#8230; un Marulando raddoppia!!!</p>
<p>Midim &amp; Artemide</p>
<p>P.S.<br />
Non preoccupatevi nei prossimi giorni inseriremo anche le eventuali pagine mancanti, per quanto riguarda il resto: così è se vi pare! <img src='http://www.marulandi.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Giallo virtuale &#8211; le squadre</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 23:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vecchie news]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiuse le iscrizioni per il nostro nuovo gioco, possiamo finalmente rivelare le squadre partecipanti. Sei intrepidi pool investigativi, pronti a tutto pur di riuscire a risolvere l&#8217;intricato giallo.
I favori del pronostico vanno alla squadra del prode Salvatore Costantino con i suoi &#8220;N.O. 22&#8243;, un sapiente mix di esperienza investigativa e capacità organizzative, ed alla squadra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiuse le iscrizioni per il nostro nuovo gioco, possiamo finalmente rivelare le squadre partecipanti. Sei intrepidi pool investigativi, pronti a tutto pur di riuscire a risolvere l&#8217;intricato giallo.<br />
I favori del pronostico vanno alla squadra del prode Salvatore Costantino con i suoi &#8220;N.O. 22&#8243;, un sapiente mix di esperienza investigativa e capacità organizzative, ed alla squadra di Adriano Di Maio (Te lo faccio sapere) che annovera tra le sue fila un campione di livello assoluto quale Vittorio Acampora. Possibili outsider la squadra capitanata da Francesca Milano (Temincri) e i &#8220;Te lo faccio sapere domani&#8221; capitanati da Enza Gargiulo. A seguire il pool di Rossella Mitrione (Rossella le sa tutte) e la squadra di Gennaro Esposito (RIM).<br />
Che dire di più&#8230;, in bocca al lupo a tutti e buon divertimento!</p>
<p>ROSSELLA LE SA TUTTE<br />
Mitrione Rossella &#8211; Ruggiero Thomas &#8211; Soldatini Corrado &#8211; Somma Mariano &#8211; Soldatini Antonino</p>
<p>N.O. 22<br />
Costantino Salvatore &#8211; Gargiulo Eliana &#8211; Scala Francesco &#8211; Cella Alessandro &#8211; Nunzet Salvatore</p>
<p>TE LO FACCIO SAPERE<br />
Di Maio Adriano &#8211; Acampora Vittorio &#8211; Ambrosino Giovanni &#8211; Astarita Claudio &#8211; Liguori Stefano</p>
<p>TEMINCRI<br />
Milano Francesca &#8211; Guarracino Donato &#8211; Prudenzano Andrea &#8211; Antinori Arije &#8211; Da Monte Stefano</p>
<p>TE LO FACCIO SAPERE DOMANI<br />
Gargiulo Enza &#8211; Vinaccia Luigi &#8211; Gargiulo Francesco &#8211; Esposito Dora &#8211; Gargiulo Maria</p>
<p>RIM<br />
Esposito Gennaro &#8211; Ziino Filippo &#8211; Casola Arianna &#8211; Di Leva Agnese &#8211; Limpido Stefano</p>
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		<title>La giornata marulanda</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vecchie news]]></category>

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		<description><![CDATA[Pasquà, teniss ‘na gassosa?
Domenica 29 Gennaio si è svolta, nella splendida cornice dei Monti Lattari, la “Giornata Marulanda”. Questo evento fortemente voluto dal presidente Salvatore Costantino, e sponsorizzato da Johnny Pollio, è partito alle 9e30, col fatidico appuntamento orientativo, chiaramente non rispettato da tutti. I primi segni di vita si sono avuti intorno alle 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pasquà, teniss ‘na gassosa?<br />
Domenica 29 Gennaio si è svolta, nella splendida cornice dei Monti Lattari, la “Giornata Marulanda”. Questo evento fortemente voluto dal presidente Salvatore Costantino, e sponsorizzato da Johnny Pollio, è partito alle 9e30, col fatidico appuntamento orientativo, chiaramente non rispettato da tutti. I primi segni di vita si sono avuti intorno alle 10 con gli arrivi, a singhiozzo ed in ordine sparso, di Gennaro Esposito, munito di cartina CAI e torcia, Johnny Pollio, con fuoristrada preso in prestito dal padre, Aldo Ercolano che pur di essere presente aveva litigato con tutta la famiglia, gatto compreso, Stefano Limpido che, da buon medico, portava in dote uno zaino pieno di medicine e sostanza anabolizzanti, Giuliana Valente, molto preoccupata per l’asma, ma determinatissima ad arrivare sino in fondo, Salvatore Costantino, con appena 2 ore di sonno e Simone Costantino armato di macchina fotografica, lettore mp3, cuffie, ricchi premi e cotillon. <span id="more-142"></span>Peccato per la povera Anna, venuta meno, causa attacco influenzale pochi minuti prima di partire. Nel frattempo, non si sa per quale motivo, in piazza Lauro, una macchina grigia, con un losco figuro al suo interno, quel poco di buono di Piter Cardone, si accodava alla carovana di auto, che nel frattempo si era formata davanti alla statua del buon Achille Lauro. Il disappunto, in quel momento ha pervaso molti Marulandi; “Mo chist arò è asciut?” “Ma chi ‘o chiammat?” “Avvocà, perché nun te staje azitt?”.<br />
E così, dopo un lungo tira e molla, si è deciso di dare la possibilità, anche ad un non-marulando di prendere parte alla giornata Marulanda. Le 2 auto verso le 10e30 finalmente sono partite. Alle 11e30 sono state abbandonate lungo il ciglio della strada ed è iniziato il lungo cammino verso la chiesa di Madonna del Pino, uno scendi-sali, da far paura a Messner. Durante tutta la passeggiata, si sono susseguiti i più svariati tic: la processione inscenata da Salvatore e Aldo, il video girato in un’auto abbandonata lungo il sentiero, i dibattiti sulla defecatio e quanto altro. Dopo circa 45 minuti il primo traguardo è stato raggiunto. Lo scenario è stato davvero stupendo: una chiesa chiusa e abbandonata da parecchi lustri circondata da resti di varie torri, sembra che fossero i resti di un castello e tutto intorno verde. I Marulandi incuriositi da questo luogo mistico hanno iniziato la perlustrazione, dopo però che Piter (adesso si scopre perché è stato portato) ha rimesso in forza la truppa offrendo acqua e saccottini del Mulino Bianco a tutti. Come prima cosa è stato d’obbligo il giro della chiesa, “arrisicandosi” in un fossato; poi il presidente, sopraffatto da un tic improvviso ha deciso di esplorare un pozzo calandovisi all’interno.<br />
Nel frattempo Simone, Giuliana, Johnny, Stefano e Aldo dopo aver rinunciato al tentativo di entrare a tutti i costi in chiesa, hanno scoperto un&#8217;altra zona, dal fascino straordinario. Avete presente quei luoghi usati per i sequestri? Beh,era proprio quello; c’era un simil casale che dava proprio quell’impressione; con tanto di radio e buco dove nascondere i sequestrati.<br />
Ma c’era ancora spazio per altri tic. Farsi una foto con i culetti da fuori per Johnny, Gennaro, Simone e Salvatore era molto di più che un semplice tic. E’ stato il modo di dimostrare al mondo intero, che davvero erano i più scemi al mondo. Ma fieri, mentre mostravano il loro didietro, sono stati colti in flagrante da due tipi, che in quel momento sono giunti in auto; Piter, dalle risate, colto da spasmi e convulsioni, è caduto a terra, e ha cominciato a rotolare e sguazzare fra le cacchette di pecore. Il tempo passava e gli stomaci hanno iniziato a brontolare: era quasi l’ora dell’appuntamento addù Pasqual ‘o Brigant. Ma potevano mai i nostri amici lasciare il luogo senza lasciare il segno? E così in quattroequattrotto hanno creata un’opera d‘arte, uno splendido logo (quello del 22) realizzato dallo scultore Aldo Ercolano tutto in pietra viva, con l’aiuto dei marulandi-manovali Johnny, Zezzè, Salvatore, Simone e Stefano, e di Piter, con la qualifica di manovale-non-marulando. La salita si è poi rivelata più semplice del previsto forse perché spinti dalla fame e supportati dall’idea della sfasciata che li attendeva alla Taverna del Brigante.<br />
Giunti alla taverne hanno trovato ad attenderli affamati, Arianna, Gerardo e Dora, Zio Mario e Zia Vanna, Nunzia e Pietro, Raffaele e Annamaria. Durante le cinque ore trascorse lì si è mangiato l’impossibile: antipasti di verdure, fagioli, salumi, salsicce,mozzarelle e prosciutto, tre primi piatti, misti di carne con patatine e insalata a volontà. Per concludere, l’ennesimo tic della giornata: quello delle cipolle; ovvero ognuno avrebbe dovuto mangiare un po’ di cipolla: com’è ben noto al tic non si comanda e così nel giro di 5 minuti il locale si è svuotato, appestato dagli aliti dei ticcati. Sazi ma felicissimi il gruppone ha salutato e ha ringraziato Pasqual ‘o Brigant, pittoresco proprietario della taverna, e sfinito si è diretto alla volta di Bomerano, destinazione Grotta dal Biscotto. Ormai era buio pesto. In cielo brillavano un’infinità di stelle, a suggellare quella giornata, per rendere ancora più bello e spettacolare quel luogo e più speciale ed indimenticabile quel momento. Di ritorno verso casa ognuno avrà riflettuto sulla giornata ed avrà pensato che rimarrà per sempre impressa nei cuori dei presenti. Non è stata una giornata qualunque, è stata la GIORNATA MARULANDA!!!</p>
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		<title>Pasquetta 2005</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:45:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il tradizionale appuntamento del Lunedì dell’Angelo è stato onorato anche quest’anno… l’Associazione fissa l’appuntamento per le 9:30 in Piazza Lauro e come ampiamente previsto nessuno si presenta. Un’ora dopo cominciano ad intravedersi i primi personaggi: Christian Govetto (detto K8), che non è un Marulando, ed (incredibilmente) il nostro presidente Salvatore Costantino, che infastiditi dal ritardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tradizionale appuntamento del Lunedì dell’Angelo è stato onorato anche quest’anno… l’Associazione fissa l’appuntamento per le 9:30 in Piazza Lauro e come ampiamente previsto nessuno si presenta. Un’ora dopo cominciano ad intravedersi i primi personaggi: Christian Govetto (detto K8), che non è un Marulando, ed (incredibilmente) il nostro presidente Salvatore Costantino, che infastiditi dal ritardo degli altri pensano bene di allontanarsi dal luogo dell’appuntamento.<br />
Cinque minuti più tardi, il gruppo lentamente si compone e attende in stato di “intallio” crescente, per circa due ore. L’interrogativo principale che devasta le nostre menti assonnate è la scelta del luogo che dovrà fare da sfondo a questa giornata. Le opzioni sono sostanzialmente due:<span id="more-140"></span><br />
• la “Piana dell’Olmo” a Santa Maria del Castello;<br />
• la villa del presidente del Sorrento Calcio dirimpettaio del nostro amato presidente onorario Mario &#8216;o Pazzo.<br />
Il tempo di certo non ci aiuta, ma alla fine per non correre il rischio di perderci nella nebbia che avvolge la montagna, decidiamo quasi all’unanimità (Gennaro continua ad insistere per la Piana dell’Olmo, a lui interessa solo giocare la partita di calcio senza regole…) di presentarci come un’orda di barbari a casa del gentile presidente Castellano, che era stato precedentemente contattato da zio Mario a nostra insaputa. Inizialmente, più che un’orda di barbari sembriamo un branco di agnellini in evidente imbarazzo;<br />
organizzati in piccoli gruppi occupiamo l’area antistante la casa parlando della figuraccia che riteniamo di aver fatto nel piombare in casa di uno sconosciuto all’improvviso ed a mani vuote. Ma il nostro disagio dura poco&#8230; infatti, non osando chiedere quando il nostro onnipresente appetito sarebbe stato soddisfatto, per rompere il ghiaccio, ci dilettiamo nel gioco del calcio balilla organizzando un mini torneo misto. Si compongono le squadre: Flavia e Michele stravincono tutte le partite lasciando a bocca asciutta le altre squadre formate da Giuliana e Johnny, Filippo e Agnese, Stefano e Arianna.<br />
Il resto del gruppo si intrattiene in piacevoli conversazioni all’ombra di…all’ombra e basta, perché non c’é sole… mentre il Cellino con ammirevole dedizione si occupa della perfetta cottura dei carciofi essendo forse il più affamato: «Cavolo! Si sarà arrostito meglio dei carciofi!!!»<br />
Intanto, in cucina è allestita una tavola che farebbe invidia a qualsiasi banchetto reale, ricca di ogni ben di Dio. Chiunque passa di lì avverte l’irrefrenabile tentazione di entrare per placare un po’ l’appetito che lo logora.<br />
Impossibile!!!! Schierata come un sergente, una “gentil” signora è di guardia alla tavola imbandita e fulmina con il solo sguardo anche chi osa solo guardare. Questa straziante sofferenza dura ancora per un po’, fin quando ecco che come un miraggio compaiono le prime farfalle con crema di peperoni che tra una gomitata, e vari spintoni sono fatte fuori in quattro e quattr’otto. Per non parlare di ciò che accade dopo; tutte quelle appetitose leccornie, che fino a quel momento avevamo potuto solo mangiare con gli occhi, ora sono finalmente nelle nostre mani.<br />
Una volta che le nostre pance sono state degnamente riempite, ecco che inizia la mitica partita di calcio senza regole. Come da tradizione, i vecchi marulandi sfidano i giovani. La partita entra subito nel vivo. La crescente eccitazione trasforma la partita in una lotta all’ultimo sangue in cui l’obiettivo principale non è più solo quello di segnare il gol della vittoria, ma bensì quello di annientare l’avversario a colpi d’arance, sgambetti, gomitate ed autentiche “impanate” nel terreno.Gli spettatori divertiti dalla partita, tra palle in fronte e spremute d’arance, passano ai secondi piatti: salsiccia, capretto e i mitici carciofi del Cellino.<br />
La partita volge al termine e la stanchezza inizia a farsi sentire. Le ultime energie sono consumate in un match di pallavolo disputato tra due squadre ancora agguerrite: da un lato Gennaro (instancabile… sarà questo l’effetto dei sette piatti di pasta?!!!) ed Aldo Ardia e dall’altro Aldo Ercolano e Paoletto. L’entusiasmo del pubblico pian piano si spegne così come le nuvole di quel giorno si dileguano lentamente. I nostri marulandi si allontanano stanchi, ma contenti della giornata trascorsa e della tradizione rispettata.<br />
E’ doveroso un particolare ringraziamento al Presidente Castellano che ha reso possibile la realizzazione di questa ennesima Pasquetta, mettendoci a disposizione la sua proprietà e dimostrandosi molto ospitale e solidale con la nostra causa! Lo abbiamo ripagato onorando “fin troppo” la tavola e zappando perfettamente la terra!!!!!</p>
<p>FLAVIA &amp; GIULIANA</p>
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		<title>I giochi della Caccia al Tesoro 2005</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è un nuovo tic per i Marulandi: quello di essere primi ai giochi di apertura per la caccia al tesoro!
Anche nell’edizione 2005, infatti, i Marulandi vincono la prova del 23 dicembre, e si posizionano sul blocco di partenza davanti a tutte le altre squadre.
Il 23 dicembre è il grande giorno: i Marulandi inaugurano la sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un nuovo tic per i Marulandi: quello di essere primi ai giochi di apertura per la caccia al tesoro!<br />
Anche nell’edizione 2005, infatti, i Marulandi vincono la prova del 23 dicembre, e si posizionano sul blocco di partenza davanti a tutte le altre squadre.<br />
Il 23 dicembre è il grande giorno: i Marulandi inaugurano la sede di Cesarano e contemporaneamente si preparano ai giochi. Nel parcheggio della scuola giacciono due auto d’epoca e una vespa, procurate come promesso da zio Mario.<br />
Carlo Colicchio indossa un completo nero di zio Mario, una cravatta sottile in perfetto stile anni ’60, un paio di Rayban originali dell’epoca, e per l’occasione si è pure tagliato i capelli alla John Lennon. Zia Vanna, con l’aiuto di Tito il parrucchiere, sembra essere stata catapultata nel 1960 dalla macchina del tempo.<span id="more-137"></span> Francesca Milano è riuscita miracolosamente a entrare in un vestito blu (trovato da Giuliana), e Francesco Scala mostra orgoglioso i suoi jeans a zompafosso che svelano un orrido calzino bianco e le sue scarpe di vernice nere (resta un mistero dove le abbia recuperate). Peppe Alfaro perfetto con il suo maglioncino e la sua giacca di velluto a costine, capello Beatles anche per lui.<br />
Aldo Ercolano, che ha realizzato in extremis la bandiera (gli diamo atto però dell’ottimo lavoro fatto) sostituisce Alessandro Cella al volante della vespa.<br />
Mentre i sixty boys ultimano i preparativi si legge sui volti degli altri componenti della squadra una grande soddisfazione per il lavoro svolto e per l’impegno che tutti hanno messo nel preparare la sfilata.<br />
Le coppie salgono a bordo delle auto: Francesca e Carlo dietro al cassone della Balilla del 1935, Francesco e zia Vanna (insieme a Salvatore e a zio Mario) a bordo della Topolino verde. Aldo e Peppe sulla vespa con la bandierona. Inizia la sfilata sul corso di Sorrento. Temperatura esterna prossima agli zero gradi centigradi, ma il calore di tutta la squadra scalda i partecipanti.<br />
Dopo la passerella delle auto è la volta di salire sul palco a mostrare i vestiti alla giuria. Sotto il palco, compatti, tutti gli altri Marulandi che tifano, applaudono e non abbandonano mai i concorrenti. Il primo gioco è il Musichiere e vede protagonista zia Vanna, esperta di canzoni anni 60. E infatti zia Vanna non delude e riesce a cavarsela nonostante la difficoltà di indovinare una canzone dopo averne ascoltato solo i primi 5 secondi. Non mancano le polemiche tra le varie squadre e anche con l’organizzazione, che impedisce in ogni modo i suggerimenti.<br />
Per la seconda prova scendono in pista Carlo e Francesca (che necessita però di un corso accelerato di twist, prontamente tenuto da zia Vanna). Sulle note del tipico ballo anni ’60 si scioglie l’imbarazzo della coppia, che affronta a testa alta la prova. La giuria esprime anche commenti positivi sull’esibizione, ma alla fine il punteggio per i ballerini è un misero 6. Portano a casa la sufficienza e salvano la faccia, trovando ad accoglierli tutta la squadra che festeggia e si complimenta. Per l’ultima prova i Marulandi sfoderano l’asso nella manica: il mitico Frenzis detto anche “le so tutte” è il prescelto per il gioco del quizzone. Risponde bene a un paio di domande, ma resta clamorosamente a bocca chiusa al quesito su papa Pacelli. E’ comunque il migliore del suo turno, e i compagni lo festeggiano trionfanti.<br />
In attesa del concerto di Edoardo Vianello l’organizzazione inizia a dare i punteggi (mentre Francesco Mancusi e Michele Di Maio presidiano il tavolo della giuria cercando di anticiparne le somme aritmetiche). 8 punti per i costumi, 8 punti per le macchine, e 8 punti per la bandiera, che sommati ai punteggi ottenuti durante i giochi permettono ai Marulandi di classificarsi primi.<br />
Una grande gioia per la squadra, unita dal primo momento fino alla proclamazione dei vincitori sotto la grande bandiera che nelle mani di Salvatore non ha smesso di sventolare un attimo. Un chiaro segnale di orgoglio e di avvertimento per tutti gli altri, un modo per dire “i Marulandi ci sono anche quest’anno, e sono più motivati che mai perché l’unione di questa squadra ci fa forti”.</p>
<p>FRANCESCAMI</p>
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		<title>Cruciverbone 2005</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande successo per la nuova iniziativa dell’Associazione Marulandi che nella calda ed afosa giornata di domenica 31 luglio 2005 ha proposto un gioco divertente ed appassionante che ha coinvolto giovani e meno giovani della penisola: il Cruciverbone.
La manifestazione organizzata dai “Marulandi” Gennaro Esposito, Filippo Ziino, Michele Di Maio ed Agnese Di Leva e patrocinata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo per la nuova iniziativa dell’Associazione Marulandi che nella calda ed afosa giornata di domenica 31 luglio 2005 ha proposto un gioco divertente ed appassionante che ha coinvolto giovani e meno giovani della penisola: il Cruciverbone.<br />
La manifestazione organizzata dai “Marulandi” Gennaro Esposito, Filippo Ziino, Michele Di Maio ed Agnese Di Leva e patrocinata dal comune di Meta ha visto la partecipazione di cinque agguerrite squadre: Bartezzaghi’s boys , Peninsula Felix onlus, Love People K8, Martini Dry ed Arrhapao Meravigliao.<br />
I partecipanti si sono sfidati nella risoluzione di oltre 300 quesiti tra definizioni, giochi di logica ed indizi stile caccia al tesoro che li hanno portati un po’ in giro per la nostra penisola da Meta a Massalubrense.<span id="more-135"></span><br />
Grande impegno ed ironia da parte delle squadre che si sono cimentate in alcune prove di “abilità”, a dir poco esilaranti pur di ottenere qualche aiuto da parte degli organizzatori e che alla fine hanno dovuto, da istruzioni, presentarsi alla consegna del Cruciverbone indossando pesanti abiti invernali come è d’uso presso la popolazione eschimese.<br />
Ottime le prove di Simone Costantino (Arrhapao Meravigliao), giovane marulando, e di Stefano Limpido e Carlo Colicchio (Martini Dry) che hanno mostrato grandi capacità e tenacia nel portare a termine il gioco praticamente da soli e a tener testa a squadre ben più numerose ed organizzate.<br />
A loro il premio “Braveheart” per il coraggio dimostrato.<br />
In aiuto al giovane Costantino, vincitore del gioco finale “Gli Eschimesi”, è intervenuto il presidente onorario dei Marulandi, Mario Pollio (detto Mario o’ Pazzo) che si è ironicamente prestato a sfilare per la piazzetta nella calda tenuta da eschimese.<br />
A Carlo Colicchio, invece, è andato il premio “Raffaele Paganini” per l’ottima e divertente interpretazione di un balletto.<br />
Vicini alla vittoria i giovani ed organizzatissimi Peninsula Felix onlus guidati da Luigi Di Prisco che hanno comunque ricevuto il premio “Pesce in bicicletta” per aver simpaticamente frainteso il significato di un indizio, ed “Ho l’incubo di Petagnella” in exequo con Giuseppe Alfaro (Bartezzaghi’s boys) per essere stati perseguitati dalla figura di Raffaele Petagna, storico avversario della Caccia al Tesoro.<br />
Allo stesso modo, si sono distinti lottando fino alla fine, punto a punto, i Love People K8 capitanati dalle ormai esperte Arianna Casola ed Eliana Gargiulo che hanno meritato il premio “La matematica non è un’opinione” per aver fatto un po’ di “confusione” con la geometria. A completare la squadra Alessandro Cella, Francesco Scala, Francesca Milano e la signora Concetta Scala che ha ricevuto il premio “Vissani” per aver deliziato gli organizzatori con degli ottimi dolci fatti in casa.<br />
Alla fine l’hanno spuntata i Bartezzaghi’s boys capitanati da Giuseppe Alfaro e composti da Anna Iaccarino, Marianna Pollio, Corrado Soldatini, Gianni Pane, Johnny Pollio, che sono riusciti a risolvere il maggior numero di definizioni ed a riempire così quasi tutte le caselle del Cruciverbone. Alla squadra vincitrice il premio “Il gioco è Mio e ci gioco Io!” per essersi “rintanati” nella loro sede per tutta la durata del gioco e non aver partecipato alle prove di abilità.<br />
A Giuseppe Alfaro e Marianna Pollio (Bartezzaghi’s boys) è andato anche il premio“la Penisola è casa mia!” per la loro non proprio felice conoscenza delle strade della Penisola!<br />
A conclusione della premiazione, durante la quale sono stati consegnati la targa alla squadra vincitrice, gli attestati di partecipazione a tutti i cruciverbisti e i premi al consigliere comunale Corrado Soldatini per la disponibilità offerta e alla Pasticceria Regina, sono iniziati i festeggiamenti con il taglio e la distribuzione di una torta sulla quale è stato riprodotto un cruciverba.<br />
Per la buona riuscita dell’evento c’è grande soddisfazione da parte di tutta l’associazione Marulandi e del suo presidente Salvatore Costantino, il quale, oltre i complimenti a tutto lo staff organizzativo si è augurato che la stessa unità, la stessa gioia, lo stesso impegno, che hanno accompagnato la realizzazione di questo evento siano le componenti che accompagneranno tutta la vita dell’associazione.</p>
<p>A.DIELLE<br />
Squadre partecipanti</p>
<p>Bartezzaghi&#8217;s Boys:</p>
<p>Peppe Alfaro (CAPT)<br />
Thomas Ruggiero<br />
Anna Iaccarino<br />
Marianna Pollio<br />
(Jhonny Pollio, Gianni Pane e Corrado Soldatini abusivi)</p>
<p>Love People K8</p>
<p>Arianna Casola (CAPT)<br />
Giuliana Valente<br />
Eliana Gargiulo<br />
Alessandro Cella</p>
<p>(Francesco Scala e Francesca Milano abusivi)</p>
<p>Peninsula Felix Onlus</p>
<p>Luigi Di Prisco (CAPT)<br />
Luca Paladino<br />
Gianluigi Sessa<br />
Giuseppe Reale</p>
<p>(e tanti altri abusivi)</p>
<p>Arrapaho Meravigliao</p>
<p>Simone Costantino (CAPT)<br />
Ylenia Fiorile<br />
Corrado Milano<br />
Francesco Gargiulo</p>
<p>(le famiglie Pollio, Ricciardi e Costantino abusivi)</p>
<p>Martini Dry</p>
<p>Stefano Limpido (CAPT)<br />
Carlo Colicchio<br />
Aldo Ercolano<br />
Luisa Ercolano</p>
<p>(Tonino Colicchio abusivo)</p>
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		<title>Caccia al Tesoro 2005</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un training cominciato già i primi giorni di dicembre, i Marulandi arrivano alla Caccia al Tesoro 2005 più determinati che mai.
Il ritorno del capitano Salvatore, oltre a dare fiducia alla squadra, è fondamentale per l’organizzazione. Il capitano infatti pianifica nel dettaglio ogni aspetto della caccia, assegnando ruoli specifici ad alcuni componenti (come nel caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un training cominciato già i primi giorni di dicembre, i Marulandi arrivano alla Caccia al Tesoro 2005 più determinati che mai.<br />
Il ritorno del capitano Salvatore, oltre a dare fiducia alla squadra, è fondamentale per l’organizzazione. Il capitano infatti pianifica nel dettaglio ogni aspetto della caccia, assegnando ruoli specifici ad alcuni componenti (come nel caso di Arianna e Marianna, nominate segretarie), e stila l’elenco del materiale necessario.<br />
Con largo anticipo, quindi, i Marulandi riescono ad attrezzare la sede di via Cesarano, pronta già dal 23 dicembre. Zona notte, postazioni internet, tavoli per i gruppi di lavoro, cartine ingrandite attaccate alle pareti, angolo scorte alimentari, stufe, reparto segreteria, con il kit composto da cartina Cai, torcia e fumetto da consegnare a tutte le macchine in partenza per i luoghi degli indizi.<span id="more-133"></span><br />
Dopo numerosissime riunioni, l’appuntamento è fissato per tutti il 26 dicembre alle ore 8 in base. Ad accogliere i Marulandi all’ingresso ci sono Arianna e Stefano, che ritirano il biglietto di invito (recapitato esclusivamente ai Marulandi iscritti in tempo) e consegnano il laccettino con il logo “Marulandi” e la tessera di ingresso. In più Alessandro Cella ha preparato una piacevolissima sorpresa per tutti: un cd con canzoni e con la foto della vittoria datata 2003.<br />
Mentre tutti si piazzano ai posti di lavoro, Salvatore, Frenzis, Filippo e Francesco Mancusi partono per andare a prendere il primo indizio a Meta. Gli organizzatori offrono loro una colazione, e i nostri si ingozzano senza capire che però uno dei dolci offerti rappresentava proprio la chiave dell’indizio, che doveva portarci a Conca dei Marini!.<br />
Il primo giorno procede bene, tra risate, scervellamenti e indizi da risolvere. I Marulandi perdono un po’ di tempo sull’indizio delle mille letterine, e si fanno recuperare dai Squato Boys. Un po’ di polemiche (immancabili) con i più giovani e indisciplinati componenti della squadra, tenuti a bada dai “vecchi” Michele e Filippo. Poi non mancano le “perle” di Zio Mario, convinto più che mai di sapere al volo il luogo indicato dagli indizi ancor prima di riuscire a risolverli. Quest’anno però a vincere il premio per la frase che resterà nella storia sono altri due personaggi: Cristian K8 Govetto [“guagliù (ridendo), zio Mario ha detto che siamo stati pedinati (sempre ridendo), ma che vuol dire pedinati?!”]; e Gennaro “l’attore” (nominato “grande pensatore” da Frenzis), che dopo aver visto la busta dell’indizio esclama “per prima cosa dobbiamo capire che rè ‘stu vessillo!”.<br />
Intanto i Marulandi continuano a risolvere indizi su indizi, e a mangiare, grazie a Tonino Colicchio, che si presenta a ora di pranzo con pasta al forno e pasta e fagioli per tutti. Anche zio Mario e zia Vanna non sono da meno, e il secondo giorno ordinano pasta al forno, hamburger e patatine per tutta la squadra! A stomaco pieno si ragiona meglio, dice qualcuno, ma intanto i Marulandi sono eternamente secondi dietro gli Squato Boys, che ci precedono su ogni busta. Un’intuizione felice di Salvatore ci indica la natura del difficile indizio del crucipuzzle, ma risolvere il giochino giapponese non è semplice. Ci riesce Valerio Scala, mentre Eliana, Francesca, Marco, Stefano ed altri tentano invano di trovare sul web un programma o un esperto a cui mandare il rompicapo.<br />
L’indizio della dracma greca, che avrebbe portato Aldo, Salvatore e altri (sotto il diluvio) a punta della campanella, prevede anche la realizzazione di un manichino dalle sembianze umane di 180 centimetri e 20 chili di peso. Il ricordo dei Marulandi “old style” è corso subito al mitico Minollo, che però non è stato trovato. Così in quattro e quattrootto (non so come si scrive!!) è stato realizzato un manichino con i vestiti del Ciampone riempiti di buste della spazzatura (piene!) e bottiglie d’acqua. La testa e la chioma fluente sono state ideate da Aldo, mentre per i piedi sono stati usati gli stivali di Cellino.<br />
Per un incomprensibile indizio viene convocato in base all’1 di notte l’ingegner Gianluca Catafalco, che insieme a Eliana e Marco di Maio risolve la busta. Per l’indizio della “donazione” viene richiamato anche Peppe Alfaro, che intanto dormiva beatamente nel suo letto.<br />
La notte è più dura del previsto, anche a causa dell’indizio soporifero del film “Le quattro giornate di Napoli”, dove uno dopo l’altro vengono meno alcuni Marulandi, addormentati nelle più strane posizioni (da ricordare Adriano di Maio steso su due sedie con una copertina addosso, e Tiziano addormentato prima su una scomodissima sedia di ferro e poi direttamente a terra!). Sui materassini da mare intanto si alternano Donato, Carlo, Gennaro Zezzè, Eliana, Frenzis, Francesca, Chiara, Aldo e molti altri. Qualcuno invece preferisce riposare qualche ora in macchina per non essere disturbato (vedi Cellino e Stefano). Al cruciverbone dà il meglio di sé Frenzis, fondamentale anche per risolvere l’indizio del “palazzo delle mezze stanze”. Di mattina torna in base tutta la squadra, e si riprende la caccia a pieno ritmo: i Marulandi vogliono crederci fino all’ultimo nella possibile rimonta!<br />
In effetti la squadra combatte a denti stretti fino alla fine, nonostante dall’organizzazione arrivino ogni volta notizie che confermano il distacco dagli Squato. La pioggia e i ritardi costringono il comitato organizzatore a cancellare qualche indizio, il che rende la rincorsa dei Marulandi ancora più difficile. La signora Nunzia contribuisce a tenere alto il morale della squadra ed è decisiva anche sull’indizio del codice Morse. A nulla vale però la grinta dei Marulandi, che vengono fermati dall’organizzazione con una penalità di 20 minuti per aver sbagliato la fotografia dell’indizio di “Palazzo Cacace”. Il tempo si perde anche a causa degli errori sui quesiti di fisica in cui si impegnano tutti chiedendo anche qualche aiuto a persone esterne.<br />
Dopo aver individuato il luogo indicato dalle coordinate partono Antonio, Francesca e Donato. L’ultimo indizio è alla spiaggia di Seiano. Ma proprio mentre lo leggono arriva dalla base la notizia che gli Squato Boys sono arrivati a mettere le mani sul forziere.<br />
All’amarezza di una sconfitta si uniscono anche le polemiche e il nervosismo.<br />
Tutti i cattivi sentimenti però si smorzano in fretta, e della caccia 2005 restano solo questi bei ricordi, perché – come ci insegna il nostro capitano – “noi vinciamo ogni anno perché la nostra vittoria è stare insieme e divertirci”.</p>
<p>Francesca Milano</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Terza partita di calcio inframarulanda</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:39:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pari con grinta.
Mancava solo il segno X nelle sfide infra-marulande e, per gli amanti della statistica, alla fine pareggio è stato. Merito di Mister Vicap che ha saputo ancora una volta equilibrare le squadre e di un portentoso Frenzis che ha giocato il primo tempo con una squadra ed il secondo con l’altra, riuscendo praticamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pari con grinta.<br />
Mancava solo il segno X nelle sfide infra-marulande e, per gli amanti della statistica, alla fine pareggio è stato. Merito di Mister Vicap che ha saputo ancora una volta equilibrare le squadre e di un portentoso Frenzis che ha giocato il primo tempo con una squadra ed il secondo con l’altra, riuscendo praticamente a vincere 7 a 1. Ovviamente come tutte le medaglie che si rispettino c’è sempre un risvolto: se Frenzis ha vinto 7 a 1 chi ha perso 7 a 1? Intelligenti pauca.<br />
Bando alle ciance e via con la cronaca che registra l’esordio in assoluto del presidente dei Marulandi Totò Costantino (O.Q.R.), che viene subito impiegato come vertice superiore del rombo dei Mortund, che hanno inoltre Mikheilovic libero, Frenzis e Custantin O.P. sulle fasce e Saponetta Folippo a porta.<span id="more-130"></span><br />
I Kakke rispondono con Doctor tra i pali, Kulikkio e Peppalfà sugli esterni e Aldo di punta. Squadre rivoluzionate insomma, ma che da subito si mostrano un po’ sbilanciate; con O.P., seguito da vicino dal mister, che presidia bene la fascia di sua competenza, così come Frenzis sull’opposto e O.Q.R. che si apre continui varchi della difesa avversaria. Buona anche la chiusura nelle retrovie di Mikheilovic. Risultato dopo mezz’ora di gioca il Mortund conduce per 3 a 0, grazie ad un bel pallonetto di O.Q.R. (che ha approfittato della complicità di una uscita garibaldina di Doctor) e ai gol di O.P. e Frenzis.<br />
Il Mister capisce che è tempo di rimescolare le carte e cambia le casacche a Frenzis e Peppalfà.<br />
Tuttavia, dopo il primo gol dei Kakke rinnovati – siglato da Aldo – arriva la pronta replica dei Mortund che segnano il punto del 4 a 1 nella maniera più inattesa. Punizione dal limite per un’uscita galeotta di Doctor e sul punto di battuta si porta O.Q.R., invita Peppalfà a scaricare la bordata e l’idolo della tifoseria non si lascia intimidire, punta il piedino per terra ed esplode un destro di rara fiacchezza che ha tuttavia il pregio di passare nella flaccida barriera ed ingannare un attonito Doctor, più impegnato a guardare il dito che ciò che indicava. Il Kakke accusa il colpo e continua la irritante partita fatta di passaggi sballati e tiri dalla distanza che esaltano, per una volta, le doti di Saponetta.<br />
Allora risale in cattedra Peppalfà in versione Robin Hood che ruba ai ricchi per rendere ai poveri, e nei panni degli squattrinati ovviamente ci sono quelli del Kakke, che si vedono omaggiare di un preziosissimo punto messo a segno proprio dall’ex compagno di squadra. Un’autorete che è un idillio di coordinazione. Un gesto che esalta la complessità della macchina umana: pallone che plana lentamente nell’area dei Mortund, Peppalfà Barishnikov lo accarezza prima con il ginocchio e poi con lo stinco, prima di adagiarlo lentamente nel sacco 4 a 2. E pubblico che si spella le mani.<br />
E’ la svolta della gara, il Kakke comincia a crederci e nel giro di pochi minuti si porta addirittura sul pari grazie ad un tap-in del solito Frenzis e ad un gol – finalmente – di Zezzè.<br />
Così gli oltre cinque spettatori presenti sugli spalti possono andare a rinvigorirsi con il trasumante panino al camioncino. Questa sera lo spettacolo è stato davvero degno.</p>
<p>PAGELLE</p>
<p>BORUSSIA MORTUND</p>
<p>Saponetta Folippo &#8211; Prima frazione di gara senza subire un solo gol e con un paio di interventi degni di nota, poi nella ripresa alcune indecisioni e l’arrivo di Peppalfà nella sua squadra consentono agli avversari di agguantare il pari. Nell’insieme una prestazione confortante.<br />
Voto 6+</p>
<p>Mikheilovic: Il mister ci riprova a schierarlo libero, ma a lui quel ruolo proprio non piace. Sbanda, soprattutto, quando sulla destra arriva Peppalfà al posto di Frenzis. Non sempre convincente in fase di chiusura.<br />
Voto 5,5</p>
<p>Frenzis – Monumentale. E’ l’uomo più in forma del gruppo; un autentico gladiatore, riesce addirittura a segnare due gol con due casacche diverse. Ma comm’ fa!<br />
Voto 8</p>
<p>Custantin O.P.: Il mister lo segue tutta la gara ed il fratellone lo pungola a più riprese, gioca la migliore partita della serie. Il ragazzo ha bisogno di crescere. Gli si consiglia l’ascolto di De Gregari: “La leva calcistica del ‘68”<br />
Voto 6</p>
<p>Custantin O.Q.R.: E’ forte e fa la differenza, però ci si aspettava qualche cosa in più, ma solo per essere riuscito a far segnare Peppalfà nella porta giusta merita …<br />
Voto 7.</p>
<p>KHAKKE 05</p>
<p>Doctor: Inizia facendosi uccellare da O.Q.R. con un pallonetto sul quale poteva essere un po’ più attento e poi, per concludere, raccoglie dal fondo del sacco una punizione di burro di Peppalfà. Non è piaciuto per niente.<br />
Voto 5 -</p>
<p>Zezzè: Solita partita volenterosa, ma anche tanta confusione in fase costruttiva. Ha dalla sua il merito di aver firmato il punto del pareggio, ma in ogni caso meglio quando alza con il corpo una trincea a difesa della propria porta: le ribatte tutte senza accusar colpo. Un vero panzer, in tutti i sensi.<br />
Voto 6 +</p>
<p>Aldo Ercolano: Dopo una grande partita iniziale ha iniziato una pericolosa fase di involuzione tecnico-tattica. Non riesce più a pungere come prima. Prevedibile ed anche impreciso. Si sarà mica fidanzato?<br />
Voto 5</p>
<p>Kulikkio: Gioca una partita da schiaffi. Prova a tirare anche dagli spogliatoi, con il tremendo risultato di non fare un gol e di sprecare una miriade di palle giocabili.<br />
Voto 4,5</p>
<p>Peppalfà: Non gli basta il primo gol segnato (peraltro pareggiato da una incredibile autorete) ad impreziosire la sua partita. Disarmante dal punto di vista tattico. Ha poca benzina nel serbatoio e lui la utilizza girando a vuoto. Non gli serve solo Zeman, ma anche Sacchi.<br />
Voto 5</p>
<p>MARIO SCONCERTATO</p>
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