Archivio per la categoria I viaggi di Haran Banjo

Bilancio consuntivo di un anno bisestile

Diciamocela tutta, il 2008 non è stato un anno che passerà agli annali della storia come un anno “in”. Non ci sono stati grandi eventi da festeggiare in questo 2008; un’olimpiade, un europeo di calcio finito ai calci di rigore, i cinesi che fanno il giro per lo spazio, la benzina che ha toccato il record storico per quanto riguarda il costo alla pompa, insomma niente di eclatante sembrerebbe, leggendo sommariamente e frettolosamente il libro dei fatti….
Ma qualcosa di buono deve esserci stato nel corso di questi 366 giorni (ricordo che quest’anno si è festeggiato anche il mio compleanno).
Pensandoci bene qualcosa di buono è rimasto, qualcosa per cui ne è valsa la pena vivere c’è stato, fosse solo per un’attesa, per una stretta di mano, per un sorriso regalato, per un viaggio intrapreso.
E sfoglio, una ad una, le pagine dell’anno ormai concluso… Prosegui la lettura »

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Dopo aver tanto viaggiato

Dopo aver tanto viaggiato finalmente sono tornato a casa, alle mie abitudini, al mio ambiente di vita più conosciuto, ai miei amici. È difficile fare lo straniero, anche in una città italiana come Genova.
Non sei a casa, non sei con i tuoi amici, non sei inserito all’interno di nessun gruppo. Tu sei il gruppo, tu sei il sole ed i pianeti che gli girano intorno: un vero sistema paradossale “eliocentrico di tipo egocentrico”.
È vero non sono mai solo, ci sono i soliti amici/colleghi che mi accompagnano nei miei spostamenti; persone che ritrovo con una certa cadenza temporale ma con le quali, per il resto del tempo che non siamo insieme, mi manca il rapporto della quotidianità. Ma è proprio in questo breve periodo di tempo, forse perché breve, che i rapporti si intensificano e le piccole emozioni giornaliere diventano spaccati di vita vissuta intensamente. Vivi in simbiosi delle persone che ti circondano perché sai che solo su quelle puoi contattare, se veramente ce ne bisogno. Prosegui la lettura »

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Vancouver

Quando il mio Comandante, mi ha detto che sarei dovuto partire per Vancouver, il primo pensiero è stato quello di capire dove effettivamente fosse geograficamente collocata la città. Inizialmente ho creduto e sperato che il sito geografico affacciasse sull’Oceano Atlantico, ma poi una volta posizionatomi davanti alla cartina politica del Canada, ho scoperto che la città affacciava si sull’Oceano, ma era il Pacifico il mare su cui dovevo recarmi.
Preso atto di tale situazione, il successivo pensiero è andato a cosa avrei dovuto mettere nel trolley, in fin dei conti siamo in Febbraio ed in Canada fa freddo. Apro Internet e scopro che invece a Vancouver fa caldo in questo periodo, anche più caldo dell’Italia: ci sono sette gradi al momento della mia partenza da Napoli, avvenuta con un giorno di ritardo perché, arrivati alla biglietteria dell’Aeroporto di Capodichino, scopriamo che i biglietti non erano stati emessi. Prosegui la lettura »

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Yangzhou 2008

E fuori nevica… Una pennellata di bianco ha reso il paesaggio simile a quello rappresentato dai pittori della scuola fiamminga. A perdita d’occhio l’unica cosa che si vede è un manto di neve che ricopre tutto quello che trova. Anche il piccolo fiume che lambisce la struttura dell’albergo è bianco. Erano 50 anni che non accadeva quello che ora sta succedendo in Cina, mentre io sono prigioniero in un albergo immerso anch’esso in una coltre di bianco. La neve cade copiosa ed io ammiro il suo moto, lento e costante, mentre prende possesso del resto. Gli spostamenti sono impossibili, e quello che mi resta da fare sono quattro passi nello spiazzale antistante l’albergo. E mentre passeggio tornano alla memoria le immagini del giorno prima. Shanghai immersa nella neve ed avvolta da un freddo vento: insopportabile! La macchina digitale che mi pianta all’improvviso ed io costretto a fare le foto con la fotocamera del cellulare. Io ed il mio autista e guida cinese sembriamo i personaggi di un film comico. Prosegui la lettura »

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Raahe 2008

L’ennesimo viaggio, destinazione Raahe, non era per niente preventivato! Sono rientrato solo da alcuni giorni da Istanbul, ed eccomi nuovamente proiettato nei panni del viaggiatore. Tutto quello che ha preceduto la data della partenza ha riguardato solo ed esclusivamente la frenetica attività d’ufficio. Tutti precettati ed in lista di attesa, la famosa stand-by list! A me è toccata la Finlandia! Aereo alle 06.45 per Monaco di Baviera e poi prosecuzione per Helsinki con last destination Oulu! Ma dove si trova Oulu, per non parlare di Raahe? L’avventura inizia alle 5 del mattino, con uscita dall’albergo e quattro passi a piedi fino alla stazione marittima. Monospalla completo di tutta la dotazione, compreso maglione pesante che poi non servirà. E dopo 15 minuti di auto eccoci all’aeroporto di Capodichino. Ed è qui che ha inizio il rituale, che ci accompagnerà per tutto il viaggio: mangiare! Abbiamo mangiato con una regolarità da neonati. Prosegui la lettura »

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