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	<title>Associazione Marulandi&#187; Caccia al tesoro</title>
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		<title>Pagellone caccia 2004</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 23:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caccia al tesoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Filippo Ziino (il Capitano): 6.
Menomato dal grave incidente al tendine di Achille, cerca di lottare fino alla fine; è l’ultimo ad arrendersi di fronte alla disarmante forza degli Eagles. Da buono e saggio capitano, resta in base 36 ore di fila….. EROICO
Carlo Colicchio (il Campione): 6,5.
Stravince i giochi del 23 con una prova maiuscola; Cala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Filippo Ziino (il Capitano): 6.<br />
Menomato dal grave incidente al tendine di Achille, cerca di lottare fino alla fine; è l’ultimo ad arrendersi di fronte alla disarmante forza degli Eagles. Da buono e saggio capitano, resta in base 36 ore di fila….. EROICO</p>
<p>Carlo Colicchio (il Campione): 6,5.<br />
Stravince i giochi del 23 con una prova maiuscola; Cala alla distanza, ma è anche vero che in 36 ore, insieme alla Capitana ha girato tutta la penisola….STOICO</p>
<p>Arianna Casola (la Capitana): 7.<br />
Da una ex-schiava non si poteva attendere più di tanto, invece lei ha sorpreso tutti, sfoderando 36 ore di grinta e coraggio, epico il suo viaggio alla torre dello Ziro insieme al prode Michele Di Maio……SORPRENDENTE</p>
<p>Michele Di Maio: 6,5.<br />
La sua passione per la caccia al tesoro e il suo attaccamento alla casacca dei Marulandi, hanno permesso alla squadra di salvare la faccia; Genio e sregolatezza, alterna numeri di alta scuola a gaffe clamorose. Comunque sia…… FUORICLASSE</p>
<p>Francesco Scala: 5.<br />
Non me ne voglia Frenzis, ma da un campione del suo calibro ci si attendeva qualcosa in più. Stizzito forse per alcune discussioni avute con l’organizzazione, si rifugia nel suo IO… e non è sceso più. Ma i campioni si devono attendere, speriamo che il 2005 sia l’anno del ritorno del leone……. APPANNATO</p>
<p><span id="more-191"></span>Eliana Gargiulo: 4.<br />
Il voto è basso, perché mai come quest’anno Eli ha sbagliato. Quella reazione così insensata nei confronti degli organizzatori è stata la condanna per i Marulandi, che da quel momento hanno subito torti su torti da parte dell’organizzazione…… ISTERICA</p>
<p>Tiziano Esposito: 6.<br />
Nonostante tutto il buon Tiziano è sempre lì a lottare per cercare di portare a casa il trionfo. Sempre utile in ogni momento, con il suo fare gentile e a modo, mai una parola fuori posto. Eliana dovrebbe prendere spunto….. DILIGENTE</p>
<p>Massimo Ciampa: 10. ….. IMPECCABILE<br />
( il voto doveva essere 6,5.) Il commento: a cavallo della moto è il non plus-ultra dei centauri a due ruote. Con il fido Vittorio Acampora, gira la penisola più volte, in pochi minuti, alla ricerca degli indizi più strani. Alla fine non riesce però nell’intento di spezzare le gambe a Salvatore Costantino…….. INCOMPIUTO</p>
<p>Alessandro Cella: 7.<br />
Se non siamo arrivato ultimi, è anche merito suo. Tutto il tempo perso a pensare alla risoluzione di una busta, lui lo recuperava nel viaggio. Compie uno storico sorpasso a Petagna, degno del migliore Schumacher. Regala, in coppia con il Ciampone un magic Moment che resterà incancellabile nelle nostre menti…… IMMENSO</p>
<p>Vittorio Acampora: 5,5.<br />
Anche lui è un fuoriclasse, gli indizi da risolvere sono il suo pane quotidiano; peccato che quest’anno il buon Vittorio è venuto meno in alcune occasioni, ma comunque si è distinto per il coraggio nell’affrontare i viaggi con il Ciampone…. RIMANDATO</p>
<p>Flavia Paturzo: 6.<br />
Oramai anche il suo dna è Marulando. Passa tutta la caccia a cercare i Templari sui libri, rendendosi sempre utile ed affidabile. Ha avuto addirittura il privilegio, che spetta solo ai grandi cacciatori, di andare in missione con il Cellino…… SPERANZA</p>
<p>Mario Pollio (detto ‘o pazzo): 8,5<br />
E’ l’icona della caccia al tesoro. Se oggi siamo una realtà caccistica, è anche merito di quest’uomo, che con la sua passione ha mantenuto coeso un gruppo di 40 ragazzi, regalando sprazzi di gioia con la sua simpatia. Servirebbe un libro per ringraziarlo e per raccontare tutte le sue storie. Cmq….. MITICO</p>
<p>Giovanna Ricciardi (Zia Vanna): 8.<br />
Mezzo voto in meno del marito, ma ciò non vuol dire che il suo apporto non sia stato decisivo. Soprattutto dopo, quando ha avuto il coraggio di invitare a casa sua una cozzaglia di gente, 35 affamati, e regalare un pranzo da leccarsi i baffi……GRAZIE</p>
<p>Giuliana Valente, Luisa Ercolano, Chiara Ruoppo, Margherita D’Angelo: 6.<br />
Prima apparizione nei marulandi per questo quartetto di ragazze, che ha passato quasi tutta la caccia a sfogliare libri storici e a girare la penisola sorrentina, accumulando esperienza per gli anni a venire…….ARRUOLATE</p>
<p>Stefano Limpido: 6.<br />
Il buon dottore non tradisce mai. Zappa in spalla è uno dei pochi a non arrendersi, insieme al suo socio Aldo. Sorretto forse da qualche sostanza proibita, rivive un’epica avventura, a Postano con il motorino sotto l’acqua, insieme ad altri 3 deficienti&#8230; DROGATO<br />
Aldo Ercolano: 6.<br />
Come sopra, anche lui è uno su cui contare per gli anni avvenire. Sempre disposto a tutto, pur di seguire la causa dei Marulandi. Duro a morire, anche lui salva la faccia, grazie ad alcune trovate geniali…… SICUREZZA<br />
Valerio Scala: 5,5.<br />
Se l’anno prima era stato una delle rivelazioni, quest’anno non possiamo proprio dire lo stesso. Riesce cmq a far parlare di se per la presunta storia di amore fra lui e Simone Costantino. Durante la notte se ne perdono le tracca. Da rivedere……. SPARITO</p>
<p>Francesca Milano: 6.<br />
Anche lei un po’ sottotono rispetto alle passate edizioni, ma cmq sempre pronta quando il dovere chiama. Viaggia anche lei parecchio, ma soprattutto sgobba sui libri, cosa fondamentale per riuscire nella caccia……VOLENTEROSA</p>
<p>Donato Guarracino: 5,5.<br />
Non merita la sufficienza perché quest’anno ha passato più di 15 ore a dormire; in qualunque momento è stato chiamato dalla morosa, lui stava sempre dormendo. Ma c’è un rimedio. L’anno prossimo lo faremo dormire tutto il 24 e tutto il 25……. ASSONNATO</p>
<p>Giuseppe Alfaro: 5,5.<br />
Meriterebbe la sufficienza, ma per un fenomeno come lui ( è sempre metà uomo e metà libro), non esserci quando si parlava di storia sorrentina, ma soprattutto non trovare il simbolo araldico della famiglia Vulcano, è sinonimo di sconfitta. Ma già so che in cuor suo, sta mietendo vendetta, promettendo una Caccia 2005 a tutta birra…… STORICO</p>
<p>Agnese Di Leva: 7.<br />
Dopo tanti anni ai margini della squadra, rare le sue apparizioni, esce allo scoperto e partecipa attivamente a questa edizione 2004. Riesce a tenere a bada il buon Michele nei momenti di difficoltà e gli dà la sicurezza giusta, per condurre i Marulandi…. SORPRESA</p>
<p>Gennaro Esposito: 6,5.<br />
E’ forse l’unico, insieme a Michele e Filippo, ad amare veramente la caccia al tesoro. Se anche quest’anno i Marulandi si sono iscritti, è merito loro. Grazie all’impegno del trio la sfilata è un successo, il primo posto ne è la conferma ( non era mai successo che i Marulandi vincessero un gioco); purtroppo non possiamo dire lo stesso della caccia vera e propria, ma come si dice: non si può avere tutto nella vita…… APPASSIONATO</p>
<p>Adriano Di Maio: 5,5.<br />
Da protagonista a comprimario, non è facile per uno come lui. Sempre disposto a sacrificarsi in giro per la penisola con la sua opel Astra, ma quest&#8217;anno è mancato il colpo del bambinello&#8230;&#8230; ASTRATTO</p>
<p>Marco Di Maio: 6-.<br />
E&#8217; l&#8217;unico Marulando che conosce la storia davvero, peccato che nel momento del bisogno ne faccia un abuso. Sembra un distributore automatico che lavora in continuo, ne dice in continuazione fino a confonderci&#8230;. DEVASTANTE (per i maroni)</p>
<p>Simone Costantino: 6.<br />
La love story con Valerio ha strascichi devastanti per il cucciolo della famiglia Costantino. Diviso fra l&#8217;amore della sua ragazza e di Valerio, vive la caccia in totale confusione&#8230;. SMARRITO</p>
<p>Nunzia Ricciardi : 7,5.<br />
Altra persona su cui si può fare affidamento. Insieme alla sorella, Zia Vanna, è l&#8217;anima della squadra; grande esperienza, maturata nelle precedenti edizioni, a disposizione della causa Marulandi&#8230;&#8230; FONDAMENTALE</p>
<p>Nin8 Lauro: 5,5.<br />
Nonostante non abbia partecipato, causa influenza, ha cmq fatto parlare di se. Croce e delizia dei Marulandi, è sempre l&#8217;unico capitano vincitore, promette la macchinetta per il caffè. Peccato che non sia mai arrivata in base&#8230;&#8230; MALATO</p>
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		<title>La tragedia del Biscotto</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 23:12:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Memorie di un sopravvissuto
26 dicembre 2003. ore 21:30 CASARLANO (sede dell’organizzazione). Casualmente ci trovavamo Michele ed io (Gennaro) con gli organizzatori per avere alcune spiegazioni circa l’indizio del wafer. Ad un tratto squillò il cellulare del buon Michele. “Pronto……. AH!.. Ho capito!…Vabbè……Mo vedo!!”. Michele impallidendo si voltò verso Gianni Pane ed esclamò: “Mica dobbiamo andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Memorie di un sopravvissuto<br />
26 dicembre 2003. ore 21:30 CASARLANO (sede dell’organizzazione). Casualmente ci trovavamo Michele ed io (Gennaro) con gli organizzatori per avere alcune spiegazioni circa l’indizio del wafer. Ad un tratto squillò il cellulare del buon Michele. “Pronto……. AH!.. Ho capito!…Vabbè……Mo vedo!!”. Michele impallidendo si voltò verso Gianni Pane ed esclamò: “Mica dobbiamo andare alla grotta del biscotto, sopra Furore?”<br />
Gianni Pane con il suo fare pacato rispose: “Andate, non perdete tempo, salutatemi Johnny!”. Dopo esserci ripresi dalla botta, e dato un rapido sguardo alla nostra bibbia (la cartina CAI) convocammo Cellino, recuperammo Filippo e via, alla volta di Furore. Nel frattempo in base era il caos. Nin8, escluso dall’auto, si scatenò; urlava, strepitava, ad un certo punto chiese addirittura all’auto di tornare indietro. Ma erano passati 5 minuti, e con il Cellino eravamo quasi a Positano.<span id="more-188"></span><br />
Nel tragitto, intanto, Michele ed io cercavamo sulla cartina CAI quale dei tre sentieri era quello migliore da prendere, ma dopo appena 2 curve, capimmo che guardare la cartina in macchina con alla guida Cellino, era un azzardo, sapevamo che la nostra era una missione ad alto rischio (sbagliare significava perdere la caccia), ma sapevamo anche che sentirci male in auto significava essere abbandonati per strada. Continuavamo comunque a contattare l’organizzazione, per chiedere quale sentiero seguire, ma avendo un vantaggio di circa 3 ore, sugli inseguitori, non potevano certo aiutarci… anzi.<br />
Decidemmo, comunque, di provare prima per il sentiero che parte da Praiano, per nostra fortuna era franata la parte iniziale dello stesso, e quindi pensammo bene di andare oltre. Così ripartimmo, ma passando vicino ad un Bar, Filippo si ricordò che lì lavorava un suo vecchio amico e ci fermammo a chiedere informazioni. Qui fummo informati che dovevamo andare a prendere il sentiero per la grotta, sulla strada che collega Furore ad Agerola. Dopo un paio di chilometri riuscimmo a trovare il secondo sentiero. Parcheggiamo affianco ad una coppietta, che amoreggiava beatamente e che inizialmente ci scambiò per maniaci, anche perché decidemmo da perfetti partecipanti alla caccia di puntare le nostre torce contro l’auto (non sai mai chi si può nascondere in essa) ma capì subito che eravamo soltanto dei deficienti…<br />
…equipaggiati di tutto punto, ci avviammo per il sentiero. Il paesaggio era agghiacciante: scalette semidistrutte che portavano dentro ad una selva….. qui ci fu il colpo del fuoriclasse, Filippo, disse che visto che la grotta era quasi a Bomerano, era meglio prendere il terzo sentiero, che partiva proprio dalla piazza di Bomerano (località in “provincia” di Agerola, nota per una pompa di benzina….). Giunti in loco, non avevamo assolutamente idea di dove potesse partire questo sentiero (noto come il sentiero degli Dei, dove una settimana prima si erano persi due escursionisti); ci fermammo in un Bar dove Filippo si fece dare spiegazione, ma niente…. Non avevamo capito un cazzo.<br />
Giunti in un&#8217;altra piazzetta, dopo aver fatto 7 volte il giro del paese (al settimo passaggio a fianco alla pompa di benzina, il benzinaio uscì con un cartello in mano su cui c’era scritto: “alla prossima ai box”), vedemmo un tabaccaio. Filippo, come consuetudine, si fiondò al suo interno e chiese informazioni… Erano inutili, al fianco del tabaccaio un cartello indicava l’inizio del sentiero; ma fu comunque un momento storico, da ricordare, perché la faccia della tabaccaia, venuta a conoscenza delle nostre intenzioni, era uno spettacolo ( credo che stesse pensando: “ma chist over so sciem….”). Velocemente, armati di bandiera (il pass), torce (3 per 4 di noi) e tanto, tanto coraggio, ci avviammo verso il sentiero.<br />
I primi cento metri furono una pacchia, così io dissi: “ Uagliù, è addirittura asfaltato, ci vogliono dieci minuti a salire e a scendere”. Proprio così, superato un cane affamato (che ringhiava e sbavava), ci trovammo davanti un qualcosa di tremendo. Sentiero strettissimo, che costeggiava la montagna, con lo strapiombo affianco…. Da paura. Ma l’incoscienza e il coraggio, erano alla base di tutti noi e decidemmo di andare avanti. Mentre scendevamo le bestemmie e le imprecazione verso gli organizzatori fioccavano copiosamente…<br />
…alzando gli occhi dal sentiero vedevamo delle luci, di auto probabilmente, provenienti dalla montagna di fronte a noi e pensavamo: “sarà una strada che porta in cima”. Cellino con la sua pila (capace di illuminare mezza montagna) proseguiva avanti seguito a ruota da Filippo. Un po’ meno a ruota arrancavamo Michele ed io, uniti dalla fioca luce della nostra piccola torcia ( immaginate, come quelle che escono dal Topolino, ma con le batterie quasi scariche). Ad un certo punto successe un qualcosa di drammatico. Michele ed io, indietro di una ventina di metri, non vedemmo più la luce del Cellino e di Filippo. Quindi incominciammo a chiamarli, ma non ci rispondevano…. Gridammo i loro nomi fortissimo, ma niente… davanti a noi solo il silenzio ed il buio della notte… ci precipitammo girammo l’angolo e quei due deficienti, stavano beatamente aspettandoci vicino alla Grotta dell’Orso con Filippo che aveva visitato la stessa ed asseriva che era bellissima… &#8230;dal colorito pallido del viso non sembrava.<br />
Nel frattempo pensammo bene di chiamare l’organizzazione, perché erano più di trenta minuti che continuavamo a scendere, e cominciavamo a preoccuparci. Prima Gianni disse di continuare, poi fortunatamente per noi Salvatore, capì la situazione e ci disse di tornare su. Non vi sto a raccontare le facce e le parole proferite, nei confronti un po’ di tutti, da noi quattro. Data la notizia, la base fece partire una seconda macchina, ma nel frattempo noi 4 dovevamo risalire. Più o meno avevamo impiegato 40 minuti per scendere….. a salire, tale era il nervoso, ce ne mettemmo 30.<br />
Quasi arrivati a Bomerano, dove iniziava il sentiero, per la strada ritrovammo il feroce cane, che fuggì spaventato dall’espressione di Cellino, che schiumava rabbia e malediceva l’avvocato Pollio e la sua Gens. Distrutti dalla fatica, e congelati dal freddo, ci sedemmo come quattro derelitti umani su due panchine nella piazza del paese. Nel frattempo Bomerano era diventata la Montecarlo del meridione. Sfrecciavano, come impazzite decine e decine di auto. Ma a noi poco interessava, eravamo troppo arrabbiati e stanchi per continuare. Alla fine Nin8 &amp; friends, andarono al posto nostro a recuperare l’indizio, ma non ce ne poteva fregare più di tanto….. per noi la caccia era chiusa. Io forse ero l’unico che cercava di spronare il quartetto a tornare in base, ma l’idea di mangiare un panuozzo, a suggellare la nostra avventura, prese il sopravvento.<br />
Qui, alla panuozzeria “4 stelle”, fu ancora show. Indecisi su cosa prenderci, al momento dell’arrivo della cameriera, esordii così: “porta una 600 grammi Margherita” (una 8 pezzi per rendersi conto). “E cosa vi porto da bere?” Chiese la cameriera, convinta che la 600 grammi era per tutti e quattro. “guarda che devono ordinare ancora loro” aggiunsi io. Morale della favola: 3 600 grammi ed un panuozzo intero alla messicana (pancetta, mais, funghi, cotto e mozzarella), 4 birre, una coca cola grande e una bottiglia d’acqua. La cameriera rimase basita e non aggiungendo altro corse in cucina. Sul più bello…… Quando stavano arrivando le pizze……. Chi arriva?……..Colpo di scena…….. L’avvocato Pollio, la sua donna, Anna e il buon Massimiliano De Gennaro.<br />
L’avvocato esordì: “Ma dove cazzo siete andati, noi vi vedevamo da sopra, vi lampeggiavamo addirittura, ma niente, non ci sentivate…..!” Finalmente avevamo capito perché tutte quelle auto passavano in cima alla montagna…. Era una sola che lampeggiava. Ma il nostro umore continuava ad essere basso, a tal punto che nel viaggio di ritorno, sembravamo tornati da un funerale, per fortuna c’erano Cellino e Filippo, che con le loro perle di saggezza e le loro avventure erotico-automobilistico, riuscivano a farci sorridere. Tornammo in base, sconfitti, affranti ed incazzati;<br />
Cellino tornò subito a casa insieme a Filippo, Michele ed io rimanemmo fino alle 7 di mattina con la squadra, ma senza partecipare attivamente al gioco, facendo da spettatori, incapaci di abbandonare veramente tutto. Ma non poteva finire così, il bello doveva ancora venire…… Dopo un’ora e mezza di sonno, capimmo che eravamo passati dalla parte del torto, e facemmo marcia indietro….. Tutti e 4 eravamo di nuovo in sede, attivi, agguerriti ed ancora più incazzati, pronti a batterci per la causa dei Marulandi. Il resto è storia conosciuta…… VITTORIA E NON LO VOGLIO SAPE’ ( o meglio, nun li a sapè).</p>
<p>ZEZZE&#8217;</p>
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		<title>Giochi medievali 2004</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 23:03:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rappresentati da Carlo Colicchio, i Marulandi si sono presentati ai giochi del 23 dicembre più carichi che mai. Per tutto il giorno il cavaliere Colicchio si è allenato duramente, con arco, balestra e spada.
Il fisico atletico del cavaliere scelto gli ha permesso subito di mettersi in luce, riuscendo sin da subito a giostrare con maestria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rappresentati da Carlo Colicchio, i Marulandi si sono presentati ai giochi del 23 dicembre più carichi che mai. Per tutto il giorno il cavaliere Colicchio si è allenato duramente, con arco, balestra e spada.<br />
Il fisico atletico del cavaliere scelto gli ha permesso subito di mettersi in luce, riuscendo sin da subito a giostrare con maestria. I neo-templari pugliesi, giunti a Meta per allestire gli accampamenti, hanno notato subito in Carlo una buona predisposizione alle armi. La mattinata è trascorsa tra un allenamento e l’altro, mentre nel pomeriggio sono arrivati gli altri Marulandi, pronti per la celebrazione finale e per tifare Colicchio.<br />
Il giardino degli agrumi ha iniziato a riempirsi di gente all’imbrunire, mentre la tensione per la gara cresceva sempre più. <span id="more-178"></span>Annunciati dai neo-templari, i giochi hanno avuto inizio tra l’entusiasmo delle squadre. Colicchio ha dimostrato subito il suo valore, ottenendo ben 13 punti alla prova di tiro con l’arco. I Marulandi sono partiti bene, quindi, anche se questo non era proprio un buon segno, vista la tradizione per cui “ai giochi iniziali siamo sempre ultimi”, come ha sottolineato Gennaro Esposito.<br />
Buona anche la prova di tiro con la balestra, in cui il cavaliere ha ottenuto 10 punti. Nel momento più difficile, Carlo Colicchio ha stretto i denti, conquistando anche 6 preziosissimi punti nel combattimento. Meglio non si poteva chiedere a un giovane che ha sacrificato il giorno del suo compleanno per la causa della Caccia al Tesoro.<br />
Al momento della sfilata in costume, i Marulandi hanno dimostrato il sentimento di unione che li caratterizza: per sorreggere il capitano Filippo Ziino, al quale erano state vietate le stampelle perché “all’epoca non esistevano” (testuali parole dei neo-templari), si sono offerti i due scudieri Stefano Limpido e Gennaro Esposito. Vestita di rosa, Arianna Casola ha sfilato con un abito confezionato appositamente per lei da Irene.<br />
Al momento dell’investitura dei capitani, Filippo Ziino ha saputo commuovere tutti, mettendosi a dura prova viste le sue condizioni fisiche.<br />
Tutto questo ha contribuito al successo dei Marulandi, primi classificati alla fine della serata grazie alla grande prova di Carlo, alla barba che Filippo ha pazientemente coltivato per un mese (2 punti), alla perfezione dei vestiti confezionati da Irene (3 punti in totale), e al Gonfalone con la faccia di Mario &#8216;o Pazzo, che è valso un punto.<br />
Con 37 punti complessivi, i Marulandi hanno diritto a cinque minuti di vantaggio sui secondi, al momento della partenza per la caccia.</p>
<p>FRANCESCAMI</p>
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		<title>Caccia al tesoro 2004</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 23:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Squadra che vince non si cambia. Sembra essere questo il motto dei Marulandi per la caccia 2004.
Anche la sede resta la stessa, e così Santa Lucia diventa il quartier generale delle truppe capitanate da Filippo Ziino e da Arianna Casola.
Dopo un lungo periodo di studio sui testi di storia, arriva finalmente il momento di sfoderare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Squadra che vince non si cambia. Sembra essere questo il motto dei Marulandi per la caccia 2004.<br />
Anche la sede resta la stessa, e così Santa Lucia diventa il quartier generale delle truppe capitanate da Filippo Ziino e da Arianna Casola.<br />
Dopo un lungo periodo di studio sui testi di storia, arriva finalmente il momento di sfoderare tutte le competenze.<br />
I giorni che precedono la caccia sono frenetici ed emozionati: a Sorrento il gruppo si ricompone coordinato da Gennaro Esposito per organizzare logisticamente la base e per concordare una strategia d’attacco. I soliti problemi tecnici non mancano, bisogna attrezzare una o più postazioni telematiche, gestire le risorse, organizzare il trasloco nella “succursale”, che avverrà nella serata del 26, e caricarsi psicologicamente per la caccia.<span id="more-175"></span><br />
La mattina del 26 i capitani si recano in piazza Vittorio Veneto a Meta per ricevere dall’organizzazione la prima busta. Si parte in vantaggio di qualche minuto sugli altri grazie all’ottimo piazzamento ottenuto dal “postulante” Carlo Colicchio nei giochi medievali del 23 dicembre.<br />
Alla base, intanto, tutti sono pronti ai posti di comando: Peppe Alfaro sommerso dai suoi libri, Gennaro Esposito al computer, Michele Di Maio, Francesco Scala e gli altri sui testi di storia dei templari, Aldo Ercolano che porta i cornetti, Eliana Gargiulo nelle consuete vesti di tesoriere della caccia, Tiziano Esposito che accoglie tutti da buon padrone di casa. Arrivano alla spicciolata tutti i componenti della squadra: Francesca Milano e Donato Guarracino, con le torce da minatore già in testa, Stefano Limpido pronto per andare a Crapolla insieme a Carlo Colicchio (è convinto da un anno che quest’anno ci sarà l’indizio lì, e propone di andarci da subito), Alessandro Cella “Cellino”, che è arrivato alla base con circa 3 giorni di anticipo, vista la sua velocità, Valerio Scala (che sarà, nel corso della caccia, protagonista di una love story con Simone Costantino), e tutti gli altri.<br />
Assente Ninotto Lauro, la squadra riguadagna un leader che saprà consigliare e caricare i Marulandi: Mario Pollio, detto “Mario &#8216;o pazzo”. E’ lui l’anima di questa caccia, è lui che riuscirà a risollevare il morale dei Marulandi, è lui che con il suo entusiasmo saprà far divertire tutti.<br />
La caccia si svolge con la concitazione di sempre, sotto una pioggia incessante. Gli indizi spesso lasciano perplessi i marulandi, che hanno qualche difficoltà e restano indietro. Nella notte la squadra viene decimata dal sonno. I pochi svegli faticano a risolvere i rompicapo proposti dall’organizzazione. Con un capitano zoppo costretto a passare tutte le 36 ore della caccia in base, e con la capitana a casa per il turno di riposo, è Michele di Maio che dopo aver declamato versi in latino e ballato il ballo del Qua Qua, prende le redini della squadra, e che con una clamorosa ramanzina mette tutti in riga. In effetti i Marulandi sono disordinati, sprecano molto tempo prezioso invece di concentrarsi sugli indizi.<br />
Il brutto tempo non concede sconti e complica le cose: a turno i Marulandi sono costretti a compiere imprese che resteranno negli annali: l’impervia discesa di Sant’Elia, la dura prova a Crapolla, l’indimenticabile prestazione di Arianna sul sentiero della torre dello Ziro, l’eccitante rally del Cellino verso Astapiana.<br />
Nonostante un buon recupero, i Marulandi sono in svantaggio su The Eagles, che quest’anno sembrano più motivati e più intuitivi. Il pomeriggio del 27 è un altalenarsi di stati d’animo che vanno dallo sconforto alla voglia di compiere il miracolo. E’ Mario &#8216;o pazzo, diventato “Zio” di tutti, che insieme a sua moglie Zia Vanna incoraggia i ragazzi a non mollare fino alla fine.<br />
Quando la disfatta si compie, e The Eagles conquistano il tesoro, ai Marulandi capitanati da Ziino non resta che complimentarsi con i vincitori e andarsi a fare una bella dormita. Già dal giorno seguente, però, saranno carichi e impazienti di partecipare alla prossima caccia. La fame di vittoria vuole essere saziata.</p>
<p>FRANCESCAMI</p>
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		<title>Premiazione Caccia 2004</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 22:59:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presso Villa Fondi, il 7 gennaio si è tenuta la premiazione dell’edizione 2004 della Caccia al Tesoro. Al cospetto delle autorità dei diversi Comuni della penisola, quest’anno per la prima volta tutti rappresentati nei giochi natalizi (tranne Sant’Agnello), i Marulandi sono rimasti in platea mentre i vincitori The Eagles salivano sul palco per la premiazione.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presso Villa Fondi, il 7 gennaio si è tenuta la premiazione dell’edizione 2004 della Caccia al Tesoro. Al cospetto delle autorità dei diversi Comuni della penisola, quest’anno per la prima volta tutti rappresentati nei giochi natalizi (tranne Sant’Agnello), i Marulandi sono rimasti in platea mentre i vincitori The Eagles salivano sul palco per la premiazione.<br />
Il forziere che reca inciso il nome dei Marulandi come vincitori del 2003 è passato dalle mani di Filippo Ziino, capitano infortunato, a quelle dei rivali. Con molta tristezza i ragazzi di Mario &#8216;o pazzo hanno assistito alla cerimonia che ha incoronato di gloria Marino Gherardi e i suoi amici.<span id="more-173"></span><br />
Non sono mancati, però, i riconoscimenti ad una squadra sempre presente e combattiva, che anche quest’anno ha saputo dare un contributo importante alla caccia al tesoro. I Marulandi hanno ceduto lo scettro ma hanno acquisito una lezione importante di cui faranno tesoro per i prossimi anni. L’unione della squadra è confermata anche dall’annuncio della costituzione dell’Associazione culturale “Marulandi”, e dal ritorno dell’ex capitano Salvatore Costantino.<br />
Durante la premiazione non sono mancati i riconoscimenti per la squadra: un premio commovente a Mario Pollio, leader indiscusso; uno al coraggio di Filippo, che ha affrontato alla grande quest’impresa nonostante i problemi al tendine d&#8217;achille; uno ad Arianna, cresciuta a pane e caccia al tesoro; uno speciale ad Alessandro Cella e Massimo Ciampa per un siparietto irresistibile; uno a Michele Di Maio, colto in flagrante dalla telecamera in un momento di autocritica (indimenticabile il suo “se non risolvo questo,…allora sono proprio una chiavica!”). Incredibilmente è stato premiato anche Pietro Costantino “fiancheggiatore” dei Marulandi che è stato determinante nella risoluzione dell’indizio “l’hopital”: è proprio vero cha la caccia al tesoro fa miracoli!<br />
Lodevole l’iniziativa dei Marulandi (partita da Stefano Limpido) di vendere cappellini della caccia per beneficenza, a favore delle popolazioni colpite dallo Tsunami: segno – ancora una volta – del grande cuore di questa squadra.<br />
Calato il sipario sull’edizione 2004 della Caccia al Tesoro, i Marulandi hanno già iniziato la preparazione per il prossimo anno, decisi &#8211; più che mai – a riconquistare il prestigioso forziere.</p>
<p>FRANCESCAMI</p>
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		<title>I giochi della Caccia al Tesoro 2005</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vecchie news]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è un nuovo tic per i Marulandi: quello di essere primi ai giochi di apertura per la caccia al tesoro!
Anche nell’edizione 2005, infatti, i Marulandi vincono la prova del 23 dicembre, e si posizionano sul blocco di partenza davanti a tutte le altre squadre.
Il 23 dicembre è il grande giorno: i Marulandi inaugurano la sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un nuovo tic per i Marulandi: quello di essere primi ai giochi di apertura per la caccia al tesoro!<br />
Anche nell’edizione 2005, infatti, i Marulandi vincono la prova del 23 dicembre, e si posizionano sul blocco di partenza davanti a tutte le altre squadre.<br />
Il 23 dicembre è il grande giorno: i Marulandi inaugurano la sede di Cesarano e contemporaneamente si preparano ai giochi. Nel parcheggio della scuola giacciono due auto d’epoca e una vespa, procurate come promesso da zio Mario.<br />
Carlo Colicchio indossa un completo nero di zio Mario, una cravatta sottile in perfetto stile anni ’60, un paio di Rayban originali dell’epoca, e per l’occasione si è pure tagliato i capelli alla John Lennon. Zia Vanna, con l’aiuto di Tito il parrucchiere, sembra essere stata catapultata nel 1960 dalla macchina del tempo.<span id="more-137"></span> Francesca Milano è riuscita miracolosamente a entrare in un vestito blu (trovato da Giuliana), e Francesco Scala mostra orgoglioso i suoi jeans a zompafosso che svelano un orrido calzino bianco e le sue scarpe di vernice nere (resta un mistero dove le abbia recuperate). Peppe Alfaro perfetto con il suo maglioncino e la sua giacca di velluto a costine, capello Beatles anche per lui.<br />
Aldo Ercolano, che ha realizzato in extremis la bandiera (gli diamo atto però dell’ottimo lavoro fatto) sostituisce Alessandro Cella al volante della vespa.<br />
Mentre i sixty boys ultimano i preparativi si legge sui volti degli altri componenti della squadra una grande soddisfazione per il lavoro svolto e per l’impegno che tutti hanno messo nel preparare la sfilata.<br />
Le coppie salgono a bordo delle auto: Francesca e Carlo dietro al cassone della Balilla del 1935, Francesco e zia Vanna (insieme a Salvatore e a zio Mario) a bordo della Topolino verde. Aldo e Peppe sulla vespa con la bandierona. Inizia la sfilata sul corso di Sorrento. Temperatura esterna prossima agli zero gradi centigradi, ma il calore di tutta la squadra scalda i partecipanti.<br />
Dopo la passerella delle auto è la volta di salire sul palco a mostrare i vestiti alla giuria. Sotto il palco, compatti, tutti gli altri Marulandi che tifano, applaudono e non abbandonano mai i concorrenti. Il primo gioco è il Musichiere e vede protagonista zia Vanna, esperta di canzoni anni 60. E infatti zia Vanna non delude e riesce a cavarsela nonostante la difficoltà di indovinare una canzone dopo averne ascoltato solo i primi 5 secondi. Non mancano le polemiche tra le varie squadre e anche con l’organizzazione, che impedisce in ogni modo i suggerimenti.<br />
Per la seconda prova scendono in pista Carlo e Francesca (che necessita però di un corso accelerato di twist, prontamente tenuto da zia Vanna). Sulle note del tipico ballo anni ’60 si scioglie l’imbarazzo della coppia, che affronta a testa alta la prova. La giuria esprime anche commenti positivi sull’esibizione, ma alla fine il punteggio per i ballerini è un misero 6. Portano a casa la sufficienza e salvano la faccia, trovando ad accoglierli tutta la squadra che festeggia e si complimenta. Per l’ultima prova i Marulandi sfoderano l’asso nella manica: il mitico Frenzis detto anche “le so tutte” è il prescelto per il gioco del quizzone. Risponde bene a un paio di domande, ma resta clamorosamente a bocca chiusa al quesito su papa Pacelli. E’ comunque il migliore del suo turno, e i compagni lo festeggiano trionfanti.<br />
In attesa del concerto di Edoardo Vianello l’organizzazione inizia a dare i punteggi (mentre Francesco Mancusi e Michele Di Maio presidiano il tavolo della giuria cercando di anticiparne le somme aritmetiche). 8 punti per i costumi, 8 punti per le macchine, e 8 punti per la bandiera, che sommati ai punteggi ottenuti durante i giochi permettono ai Marulandi di classificarsi primi.<br />
Una grande gioia per la squadra, unita dal primo momento fino alla proclamazione dei vincitori sotto la grande bandiera che nelle mani di Salvatore non ha smesso di sventolare un attimo. Un chiaro segnale di orgoglio e di avvertimento per tutti gli altri, un modo per dire “i Marulandi ci sono anche quest’anno, e sono più motivati che mai perché l’unione di questa squadra ci fa forti”.</p>
<p>FRANCESCAMI</p>
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		<title>Caccia al Tesoro 2005</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un training cominciato già i primi giorni di dicembre, i Marulandi arrivano alla Caccia al Tesoro 2005 più determinati che mai.
Il ritorno del capitano Salvatore, oltre a dare fiducia alla squadra, è fondamentale per l’organizzazione. Il capitano infatti pianifica nel dettaglio ogni aspetto della caccia, assegnando ruoli specifici ad alcuni componenti (come nel caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un training cominciato già i primi giorni di dicembre, i Marulandi arrivano alla Caccia al Tesoro 2005 più determinati che mai.<br />
Il ritorno del capitano Salvatore, oltre a dare fiducia alla squadra, è fondamentale per l’organizzazione. Il capitano infatti pianifica nel dettaglio ogni aspetto della caccia, assegnando ruoli specifici ad alcuni componenti (come nel caso di Arianna e Marianna, nominate segretarie), e stila l’elenco del materiale necessario.<br />
Con largo anticipo, quindi, i Marulandi riescono ad attrezzare la sede di via Cesarano, pronta già dal 23 dicembre. Zona notte, postazioni internet, tavoli per i gruppi di lavoro, cartine ingrandite attaccate alle pareti, angolo scorte alimentari, stufe, reparto segreteria, con il kit composto da cartina Cai, torcia e fumetto da consegnare a tutte le macchine in partenza per i luoghi degli indizi.<span id="more-133"></span><br />
Dopo numerosissime riunioni, l’appuntamento è fissato per tutti il 26 dicembre alle ore 8 in base. Ad accogliere i Marulandi all’ingresso ci sono Arianna e Stefano, che ritirano il biglietto di invito (recapitato esclusivamente ai Marulandi iscritti in tempo) e consegnano il laccettino con il logo “Marulandi” e la tessera di ingresso. In più Alessandro Cella ha preparato una piacevolissima sorpresa per tutti: un cd con canzoni e con la foto della vittoria datata 2003.<br />
Mentre tutti si piazzano ai posti di lavoro, Salvatore, Frenzis, Filippo e Francesco Mancusi partono per andare a prendere il primo indizio a Meta. Gli organizzatori offrono loro una colazione, e i nostri si ingozzano senza capire che però uno dei dolci offerti rappresentava proprio la chiave dell’indizio, che doveva portarci a Conca dei Marini!.<br />
Il primo giorno procede bene, tra risate, scervellamenti e indizi da risolvere. I Marulandi perdono un po’ di tempo sull’indizio delle mille letterine, e si fanno recuperare dai Squato Boys. Un po’ di polemiche (immancabili) con i più giovani e indisciplinati componenti della squadra, tenuti a bada dai “vecchi” Michele e Filippo. Poi non mancano le “perle” di Zio Mario, convinto più che mai di sapere al volo il luogo indicato dagli indizi ancor prima di riuscire a risolverli. Quest’anno però a vincere il premio per la frase che resterà nella storia sono altri due personaggi: Cristian K8 Govetto [“guagliù (ridendo), zio Mario ha detto che siamo stati pedinati (sempre ridendo), ma che vuol dire pedinati?!”]; e Gennaro “l’attore” (nominato “grande pensatore” da Frenzis), che dopo aver visto la busta dell’indizio esclama “per prima cosa dobbiamo capire che rè ‘stu vessillo!”.<br />
Intanto i Marulandi continuano a risolvere indizi su indizi, e a mangiare, grazie a Tonino Colicchio, che si presenta a ora di pranzo con pasta al forno e pasta e fagioli per tutti. Anche zio Mario e zia Vanna non sono da meno, e il secondo giorno ordinano pasta al forno, hamburger e patatine per tutta la squadra! A stomaco pieno si ragiona meglio, dice qualcuno, ma intanto i Marulandi sono eternamente secondi dietro gli Squato Boys, che ci precedono su ogni busta. Un’intuizione felice di Salvatore ci indica la natura del difficile indizio del crucipuzzle, ma risolvere il giochino giapponese non è semplice. Ci riesce Valerio Scala, mentre Eliana, Francesca, Marco, Stefano ed altri tentano invano di trovare sul web un programma o un esperto a cui mandare il rompicapo.<br />
L’indizio della dracma greca, che avrebbe portato Aldo, Salvatore e altri (sotto il diluvio) a punta della campanella, prevede anche la realizzazione di un manichino dalle sembianze umane di 180 centimetri e 20 chili di peso. Il ricordo dei Marulandi “old style” è corso subito al mitico Minollo, che però non è stato trovato. Così in quattro e quattrootto (non so come si scrive!!) è stato realizzato un manichino con i vestiti del Ciampone riempiti di buste della spazzatura (piene!) e bottiglie d’acqua. La testa e la chioma fluente sono state ideate da Aldo, mentre per i piedi sono stati usati gli stivali di Cellino.<br />
Per un incomprensibile indizio viene convocato in base all’1 di notte l’ingegner Gianluca Catafalco, che insieme a Eliana e Marco di Maio risolve la busta. Per l’indizio della “donazione” viene richiamato anche Peppe Alfaro, che intanto dormiva beatamente nel suo letto.<br />
La notte è più dura del previsto, anche a causa dell’indizio soporifero del film “Le quattro giornate di Napoli”, dove uno dopo l’altro vengono meno alcuni Marulandi, addormentati nelle più strane posizioni (da ricordare Adriano di Maio steso su due sedie con una copertina addosso, e Tiziano addormentato prima su una scomodissima sedia di ferro e poi direttamente a terra!). Sui materassini da mare intanto si alternano Donato, Carlo, Gennaro Zezzè, Eliana, Frenzis, Francesca, Chiara, Aldo e molti altri. Qualcuno invece preferisce riposare qualche ora in macchina per non essere disturbato (vedi Cellino e Stefano). Al cruciverbone dà il meglio di sé Frenzis, fondamentale anche per risolvere l’indizio del “palazzo delle mezze stanze”. Di mattina torna in base tutta la squadra, e si riprende la caccia a pieno ritmo: i Marulandi vogliono crederci fino all’ultimo nella possibile rimonta!<br />
In effetti la squadra combatte a denti stretti fino alla fine, nonostante dall’organizzazione arrivino ogni volta notizie che confermano il distacco dagli Squato. La pioggia e i ritardi costringono il comitato organizzatore a cancellare qualche indizio, il che rende la rincorsa dei Marulandi ancora più difficile. La signora Nunzia contribuisce a tenere alto il morale della squadra ed è decisiva anche sull’indizio del codice Morse. A nulla vale però la grinta dei Marulandi, che vengono fermati dall’organizzazione con una penalità di 20 minuti per aver sbagliato la fotografia dell’indizio di “Palazzo Cacace”. Il tempo si perde anche a causa degli errori sui quesiti di fisica in cui si impegnano tutti chiedendo anche qualche aiuto a persone esterne.<br />
Dopo aver individuato il luogo indicato dalle coordinate partono Antonio, Francesca e Donato. L’ultimo indizio è alla spiaggia di Seiano. Ma proprio mentre lo leggono arriva dalla base la notizia che gli Squato Boys sono arrivati a mettere le mani sul forziere.<br />
All’amarezza di una sconfitta si uniscono anche le polemiche e il nervosismo.<br />
Tutti i cattivi sentimenti però si smorzano in fretta, e della caccia 2005 restano solo questi bei ricordi, perché – come ci insegna il nostro capitano – “noi vinciamo ogni anno perché la nostra vittoria è stare insieme e divertirci”.</p>
<p>Francesca Milano</p>
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