Prefazione storica
E’ sabato 2 marzo 1861
Le prime elezione politiche dell’Italia unitaria sono oramai alla spalle, tenutesi tra il 27 gennaio (I turno) ed il 3 febbraio (ballottaggio) del 1861
Sei nella tranquilla residenza di campagna di Don Nicola Maresca Donnorso di Serracapriola (Nino Mastellone), accompagnato dalla moglie Donna Maria Margherita di Sangro (Maria Pia Macrì) e dalla servitù.
Ufficialmente si festeggia la recente elezione a deputati del carottese Sac. Mariano Maresca (Marco Di Maio), eletto nel collegio di Sorrento e del metese Mariano Ruggiero (Giancarlo Ferraiolo), eletto in quello di Castellammare di Stabia, quest’ultimo accompagnato dalla moglie (Francesca Russo).
Sono altresì presenti:
- l’on. Liborio Romano (Vittorio Acampora) – attuale responsabile dell’agricoltura nel Consiglio di luogotenenza retto dal principe Eugenio Emanuele di Carignano (non presente alla serata) – ed una schiera di suoi fedelissimi giunti da Napoli;
- l’On. Silvio Spaventa (Antonino Fiorentino) – attuale responsabile della Polizia nel sopracitato Consiglio di luogotenenza – accompagnato dalla moglie Anna Nasuti (Nunzia Ricciardi) ed alcuni suoi collaboratori;
- l’Arcivescovo di Napoli Cardinal Sisto Riario Sforza (Alessandro Cella) – da pochi mesi rientrato dal suo esilio in Francia – ed il suo segretario personale il giovane sac. Carlo Majella (Elredo Cesaro), nonché i parroci di Meta (Luca Paladino) del Piano (Ferdinando Fiorentino) e di Sorrento (Eduardo Cesaro);
- il blasonato Principe Edoardo Colonna di Summonte (Giulio Terminiello), accompagnato dalla sorella Donna Teresa Colonna (Giovanna Russo), peraltro moglie del Principe Alessandro di Torlonia (non presente alla serata) e dalla servitù;
- Don Giacomo De Martino (Marco Maresca) sorprendentemente giunto da Roma e sino a pochi giorni fa investito da S.A.R. Francesco II di Borbone (non presente alla serata) del delicato quanto inutile incarico di Ministro degli Esteri del Governo borbonico in esilio, accompagnato dalla moglie (Rossella Solimeno);
- I Sindaci del Piano il Notaio Modesto De Rosa (Giuseppe Coluccio), di Meta Bonaventura Starita (Piter Cardone) e di Sorrento Nicola Ammone (Ninotto Lauro) con le rispettive consorti ed altri esponenti delle famiglie più in vista dei tre Comuni peninsulari.
Tuttavia, stante le alte cariche e l’elevato lignaggio dei presenti, non è da escludersi che il party sia stato voluto per cercare di arginare il malcontento del popolo che non ha ancora digerito l’allontanamento del Vescovo di Sorrento Monsignor Francesco Saverio Apuzzo (non presente alla serata) e del suo Vicario sac. Michele Maresca (non presente alla serata) dalla propria sede, avvenuto lo scorso settembre. Detto allontanamento infatti, contrariamente a quanto si è appreso dalla versione ufficiale, non sarebbe stato volontario, ma imposto dalle nuove Autorità civili che avrebbero prima imprigionato i due e poi esiliati a Marsiglia o addirittura giustiziati per volere del Generale Giuseppe Garibaldi (non presente alla serata) in persona. Inoltre il disordine e la criminalità dilagano in maniera incontrollata, tanto che solo poche settimane fa è stata presa d’assalto da alcuni malviventi la residenza sorrentina del console americano.
Su questo scenario già di per sé poco rassicurante, incombe la minaccia di un clamoroso ritorno dell’ex sovrano Francesco II che da Gaeta starebbe guidando alcune truppe di fedelissimi le quali, unitesi a bande di briganti (questi ultimi segnalati anche sui Monti Lattari), starebbero attendendo l’arrivo via mare di rinforzi dalla Spagna.
N.d.A.: La fedele ricostruzione di personaggi e loro ruoli nella società dell’epoca è avvenuta sulla base della scarna documentazione presente negli archivi storici, tuttavia nel corso della serata saranno scoperti in anteprima alcuni particolari pressoché inediti dei fatti verificatisi in Costiera in quei delicati giorni.
Tradimenti, inganni e compromessi verranno finalmente portati alla luce dopo 150 anni e tutto questo all’insaputa della storiografia ufficiale che continua ad ignorarli, ancora oggi che si appresta a celebrare l’anniversario di una annessione travestita da Unità.