Quando il mio Comandante, mi ha detto che sarei dovuto partire per Vancouver, il primo pensiero è stato quello di capire dove effettivamente fosse geograficamente collocata la città. Inizialmente ho creduto e sperato che il sito geografico affacciasse sull’Oceano Atlantico, ma poi una volta posizionatomi davanti alla cartina politica del Canada, ho scoperto che la città affacciava si sull’Oceano, ma era il Pacifico il mare su cui dovevo recarmi.
Preso atto di tale situazione, il successivo pensiero è andato a cosa avrei dovuto mettere nel trolley, in fin dei conti siamo in Febbraio ed in Canada fa freddo. Apro Internet e scopro che invece a Vancouver fa caldo in questo periodo, anche più caldo dell’Italia: ci sono sette gradi al momento della mia partenza da Napoli, avvenuta con un giorno di ritardo perché, arrivati alla biglietteria dell’Aeroporto di Capodichino, scopriamo che i biglietti non erano stati emessi.
Dopo diciotto ore di volo, 3 scali aerei e tanta tristezza nel cuore, sono atterrato in Canada. Sono le 18.00 ora locale, le 03.00 del mattino in Italia, quando il volo della British Airways, numero 085 tocca il suolo canadese: una vera liberazione!!!
Sono state diciotto ore di volo nelle quali ho avuto un solo pensiero: la mia fidanzata!!! 3 anni di vita nei quali ho lasciato che tutto mi scivolasse addosso, nei quali non sono stato in grado di esserci, nei quali non ho mosso un dito per difenderla, nei quali ho mancato l’appuntamento con gli impegni importanti ed alla fine dei quali mi accorgo che sono ancora innamorato di lei. Non basta, ma colgo attraverso le pagine di questo giornale per farle la mia dichiarazione di amore: io l’amo e che per me resta sempre l’unica donna della mia vita. L’amore non basta da solo, penserà in questo momento Eliana, ma è l’inizio, è il “BIG BEN”.
Dopo 18 ore di volo lo sbarco in Canada è stato molto soft, niente neve, niente freddo e niente donnine canadesi, che peccato! La prima cosa che salta all’occhio del neofita è che a Vancouver c’è tanto spazio, tanto verde, tanta aria, tante distese immense: insomma Vancouver è tanta!!!
Anche la nave su cui mi sono recato per svolgere il mio lavoro era tanta, grossa, pesante, infinita da ispezionare. I momenti da ricordare, legati a questa avventura sono due. La visita al Consolato Generale d’Italia a Vancouver e la cerimonia dell’alza bandiera.
La visita al Consolato, testimoniata dalla foto, è stata emozionante perché in fondo la comunità italiana ti accoglie sempre, ovunque tu vai. C’è un piccolo pezzo d’Italia in ogni stato straniero.
Ma la gioia più grande, il momento dei momenti è stata la cerimonia dell’alza bandiera, di quel tricolore che è sinonimo di unione, fratellanza, patria!
Eravamo a poppa della nave, l’equipaggio della nave, il Console, il suo staff ed io, quando il primo soffio di vento ha spiegato la bandiera e i tricolori dell’unità di Italia, hanno iniziato a muoversi aritmicamente, agitati dal fresco vento canadese. Un altro pezzo d’Italia veniva creato! Per il resto, tutti quanti sapete che Vancouver è la sede dei prossimi giochi invernali che si terranno nel 2010 e che i primi passi per la realizzazione dei giochi sono stati già mossi. Da consigliare, per chi volesse andare in Canada, è il “whale-watching”; un’avventura da sperimentare, io non ho avuto occasione di farlo perché non erano previste balene in transito, siamo nel periodo dell’anno sbagliato. (Quello ideale è Aprile n.d.r.).
Quel che resta nella mente sono i tramonti e le albe canadesi (ho dormito poco per colpa del fuso orario), le grandi mangiate di pesce e carne, la semplicità e la cortesia della gente.
Al rientro in patria, mi sono sentito fiero di essere Marulando, di aver indossato il berretto dell’Associazione anche in Consolato, perché non mi sono sentito solo: avevo con me tutti quanti voi, ed in special modo il Capitano e la mia fidanzata. C’era con me un simbolo, il berretto, quel numero 22 stampigliato sopra era un marchio di fedeltà ed amicizia senza il quale mi sarei sentito uno come tanti, ed invece io sono un MARULANDO!!!