L’ennesimo viaggio, destinazione Raahe, non era per niente preventivato! Sono rientrato solo da alcuni giorni da Istanbul, ed eccomi nuovamente proiettato nei panni del viaggiatore. Tutto quello che ha preceduto la data della partenza ha riguardato solo ed esclusivamente la frenetica attività d’ufficio. Tutti precettati ed in lista di attesa, la famosa stand-by list! A me è toccata la Finlandia! Aereo alle 06.45 per Monaco di Baviera e poi prosecuzione per Helsinki con last destination Oulu! Ma dove si trova Oulu, per non parlare di Raahe? L’avventura inizia alle 5 del mattino, con uscita dall’albergo e quattro passi a piedi fino alla stazione marittima. Monospalla completo di tutta la dotazione, compreso maglione pesante che poi non servirà. E dopo 15 minuti di auto eccoci all’aeroporto di Capodichino. Ed è qui che ha inizio il rituale, che ci accompagnerà per tutto il viaggio: mangiare! Abbiamo mangiato con una regolarità da neonati. Ogni 2 ore abbiamo fatto una poppata; ogni 2 ore del cibo è stato masticato, tritato e sminuzzato dai nostri denti! Siamo stati proprio bravi, abbiamo seguito alla lettera le raccomandazioni dateci da Maurizio, prendersi cura l’uno dell’altro, e così è stato, al punto che in aeroporto ad Helsinki 150 grammi di carne ci sono sembrati un povero antipasto! La tratta Napoli – Monaco non ha riservato particolari sorprese, fatta eccezione per la colazione che ci è stata servita, che ci è sembrata alquanto scarna! Eravamo seduti in business class ed intorno a noi una piacevole solitudine.
Una volta giunti a Monaco, sono le 08.30 ed abbiamo il connection flight per Helsinki alle 09.00, Guido è stato colto dalla sindrome della sigaretta ed immediatamente si è rifugiato nel “cigarette ghetto”. Un gabbiotto non più grande di 20 metri quadrati in cui erano stipati tutti i fumatori del mondo! Abbiamo suggerito a Guido di non accendere la sigaretta ma di entrare dentro e fumare a “scrocco” per quanto era appestata l’aria all’interno della gabbia! Ed alle 09.00 in punto l’aereo si è staccato dal “finger” e ci siamo trovati a fare “taxi” sulla pista di Monaco. Abbiamo spostato le lancette dei nostri orologi di un’ora avanti e comodamente seduti abbiamo atteso che ci venisse servita la seconda colazione! Sono circa due ore e mezza di volo la tratta Monaco – Helsinki, ed ho impiegato il tempo di volo leggendo riviste inglese, scoprendo ahimè che la Paltrow è affetta dalla sindrome PPD! Ma ci rendiamo conto, una donna come la Paltrow affetta da tale sindrome: una bestemmia per l’intera umanità! E nel frattempo due hostess tipicamente finniche servivano su vassoi di plastica le portate del menu. Avrei preferito piuttosto la compagnia di una delle due per ingannare il tempo che leggere delle vicende legate alla politica americana, ma tanto è che, piuttosto che niente meglio piuttosto! Come i neonati, finita la poppata e fatto il regolare rigurgito, sono crollato in un leggero sonno in attesa di svegliarmi una volta arrivati sul suolo finlandese. E così dopo 2 ore e mezza di volo, il carrello si apre e le ruote dell’aereo toccano l’asfalto dell’aeroporto di Helsinki. Sono circa le 11.30 e le porte della Finlandia si schiudono ai nostri occhi, ed è subito un belvedere! Nel breve volgere di circa 10 minuti sono letteralmente impazzito nell’osservare ed ammirare le bellezze locali! Sarà stata la novità o anche i tratti somatici delle donne lapponi, ma credo di essere stato “catturato” svariate volte dal viso e dallo sguardo di tali dee! Per non parlare della ragazza incontrata nel ristorante dell’aeroporto: una donna sconvolgente, una donna che mi ha lasciato senza fiato! E siamo solo all’inizio! Per fortuna che l’attesa ad Helsinki è stata di solo 3 ore altrimenti correvo il rischio di sentirmi veramente male! Si sono sprecati i commenti sulle qualità e sulle doti delle donne finniche, ma era la prima volta e siamo pienamente scusati! Alle 15.30 sono in fila per imbarcarmi sul volo diretto ad Oulu ed assisto ad una curiosa scena. Quelli che si accingono a prendere l’aereo non sono in possesso di alcuna carta di imbarco! Si tratta di aereo “free seat”. Ma la cosa ancora più strana è che alla semplice esibizione di un documento di identità, vengono fatti accomodare nel corridoio che porta all’aereo. Saranno tutti muniti di abbonamento, ho pensato, nel preciso istante in cui ogni singolo passeggero varcava la soglia della porta di imbarco. Ma il mio pensiero però non trovava alcun riscontro nell’oggettività dei fatti: io ero in possesso della carta di imbarco ed anche i miei compagni di ventura lo erano ugualmente! Forse il popolo finnico viaggia gratis sui voli interni? Interrogativo che si è svelato solamente nel viaggio di rientro in Italia? In attesa che tutti i passeggeri imbarcassero, noi persone educate, ci siamo messi in fila consapevoli che così facendo saremmo imbarcati per ultimi, riservando a noi stessi come posti a sedere quelli posti sulla coda dell’aereo.
In questo caso siamo stati artefici del nostro successo e non abbiamo lasciato al fato la possibilità di scegliere per noi chi dovesse essere il nostro vicino, inteso come posto a sedere! E così, anche in questo ultimo tratto di viaggio, ci siamo seduti e nel giro di 10 minuti dal decollo c’è stato servito l’ultimo pasto del viaggio, in modo da non rompere la catena che aveva avuto origine 10 ore prima a Napoli. Abbiamo rispettato le disposizioni di Maurizio: mangiare, mangiare, mangiare! Alle ore 17.05 ore locali di Oulu (in Italia erano le 16.05 per la differenza di fuso orario) l’aereo effettuava il suo “landing” ponendo fine ai nostri spostamenti via aria. Adesso occorreva solo ritirare i bagagli, cercare il nostro driver e fare rotta per Raahe. Le operazioni di ritiro bagagli ed incontro con il nostro autista hanno richiesto non più di 10 minuti ed in attesa di muoverci verso la metà finale del nostro pellegrinaggio, Guido iniziava a fumare la sua “sacro santa” sigaretta. Dato luogo all’ultimo tiro, ci siamo seduti comodamente nel nostro minivan e ci siamo spostati verso Raahe, che dista circa 75 km dall’aeroporto di Oulu. La distanza che intercorre tra le due città è completamente occupata da una sconfinata ed interminabile distese di alberi di pino. Un paesaggio veramente monotematica e monocromatico. Ai lati della carreggiata resisteva ancora la neve, caduta nei giorni precedenti e comunque fino a domenica. Incredibile: credo di non aver mai visto in vita mia tanti alberi e tanto verde tutto insieme. C’è tanto spazio non occupato dall’uomo, c’è tanto spazio nel quale il contesto umano non ha ancora messo le sue radici, c’è tanto spazio e tanto silenzio intorno a noi. Sembra un paese vuoto la Finlandia, almeno la Finlandia che in questo momento mi trovo di fronte e che sto attraversando. Siamo quasi soli in strada, poche macchine quelle che occupano la carreggiata e quelle che si incontrano dirette nella direzione opposta al nostro senso di marcia. Impieghiamo circa un’ora per raggiungere l’albergo e soltanto dieci minuti per spogliarmi ed essere pronto per la famosa “sauna finlandese”: paese che vai usanze che trovi!
Avevo riposto il costume da bagno nel mio monospalla, in quanto ero già decisamente consapevole della mia volontà: fare la sauna era uno degli obiettivi della spedizione! Munito di costume, ciabattine ed asciugamano ho indirizzato i miei passi verso la stanza della sauna ed è li che con estrema sorpresa ho visto realizzato il detto “paese che vai usanza che trovi”. Erano tutte nude le persone che erano presenti all’interno della sauna. Mi sono sentito un attimo imbarazzato alla vista di quelle persone, non perché erano nude, ma perché io indossavo il costume! E così sono uscito nella sala spogliatoio ed ho tolto la mia foglia di fico per rientrare nuovamente, con la giusta tenuta questa volta. Mi sono sentito inizialmente imbarazzato di fronte a questa nuova realtà del fare la sauna, ma dopo pochi minuti l’imbarazzo è andato via anche grazie al fatto che qualche persona autoctona mi ha dato da parlare ed io non ci ho pensato più. In fin dei conti, se ci si pensa bene, è tutto il corpo che deve sudare, nella sua completa interezza! Altro rituale alquanto strano è che una volta uscito dalla sauna, il popolo finnico ha l’abitudine di rinfrancarsi bevendo birra, anche di una gradazione alquanto sostenuta. Si chiacchiera tranquillamente seduti su appositi divani foderati con del materiale idrorepellente, e che lo dico a fare, anche in questa occasione si rimane vestiti solo della propria pelle! Giuro che non è una leggenda metropolitana! Una volta rinfrancato il proprio corpo, si ritorna nella sauna per altri 5 minuti circa e poi tutti sotto la doccia. Terminato il ciclo ricreativo e tonificante, mi sono diretto in stanza pronto per affrontare la prima serata in terra finnica. E con sommo piacere abbiamo scoperto che in città c’erano solo due ristoranti aperti: le cucine dei ristoranti chiudono alle 22 a Raahe. Abbiamo chiamato un taxi che, prima di portarci al locale che gli avevamo indicato, ha pensato bene di farci visitare il centro storico della città: quattro case in legno ed una statua di bronzo dedicata al fondatore della città. Che botta di vita! Disperati e quasi morti di fame, sono passate quasi 4 ore dall’ultima poppata, abbiamo trovato aperto una pizzeria “Pizzeria Finlandia” (non è pubblicità la mia, ma solo questo locale c’era a disposizione nella zona in cui eravamo). In tutto a tavola eravamo in 8 e credo che tanti turisti tutti in una volta, non siano mai stati in quel locale. Da buoni napoletani abbiamo fatto subito “social life” con la cameriera (assomiglia alla protagonista dei film di Spider Man) che molto gentilmente ha cercato di tradurre dal finlandese all’inglese le diverse tipologie di pizza e di ingredienti che erano riportati sul menù. Dopo alcuni tentativi andati a vuoto causa incomprensioni linguistiche, siamo riusciti ad accordarci per una pizza prosciutto cotto, formaggio (non esiste la mozzarella) e salame piccante, obbligatoriamente rossa!
La pizza non è niente male, voto 7 considerando la latitudine in cui ci troviamo: 64° 35’ Nord.
Con somma sorpresa abbiamo conosciuto anche la precisa puntualità del popolo finlandese: alle 22 cucina chiusa anche in questa pizzeria e subito dopo rassetto del locale; insomma 10 minuti in più e non avremmo neanche finito di mangiare le patatine! Considerato che la distanza che ci separava dall’albergo non superava i 500 metri, abbiamo optato, una volta fuori dal locale, di tornare a piedi, sfruttando anche i favori della temperatura mite: ci sono 16 gradi e sono le 22.15 del 29 aprile 2008. Più che in Finlandia, mi sembra di stare ancora a casa. Penso anche nel monospalla c’è anche il bel maglione pesante, quello che pesa quasi un chilo! Ma che scherzi che fa il clima!
Una volta tornato in camera, che a ha le stesse sembianze di quelle che vengono utilizzate per le colonie estive, mi catapulto a letto, in attesa del nuovo giorno… mentre fuori la luce del giorno non vuole morire! Sono le quasi le 23 quando definitivamente lascio il regno di noi mortali per entrare in quello di Morfeo, ed il ricordo della luce del tramonto sta ancora entrando dalla finestra. Mi sveglio all’improvviso e vedo che fuori è già giorno, cavoli la sveglia del cellulare non ha suonato e sono ancora in pigiama, ma soprattutto sono in netto ritardo, devo muovermi. Guardo l’orologio e scopro che sono appena le 4.30. Che vita strana quella che si vive qui a Nord! Torno a dormire ed alle 6.45 mi alzo definitivamente dal letto, doccia, colazione e via a bordo della nave: la giornata è lunga! Lunghi ed infiniti sono i controlli da effettuare a bordo. Lunghe le verifiche da fare e lunghi i tempi per approntare il tutto! Ma anche questa volta la sinergia bordo-ispettore porta i suoi frutti ed alle 16.45 la visita è conclusa! Sono questi i momenti in cui capisco che forse non è tutto andato sprecato il tempo che ho dedicato all’apprendimento ed alla voglia di conoscere sempre di più. Piccole soddisfazioni che fanno da contraltare a quelle che invece tardano a venire!
E così dopo un breve riposino ed una ricca sauna (senza imbarazzo questa volta) eccomi pronto a festeggiare la vigilia del 1 maggio in terra straniera. Cambiamo ristorante, anche l’altra è aperto stasera e non sono ancora le 20.00 quando, sfruttando le nostre gambe, decidiamo di muoverci verso il locale dove poter soddisfare la nostra voglia di cibo! Anche in questo locale siamo soli nell’immenso vuoto che c’è! Meglio così: le cameriere servono solo noi e pensano solo a noi!
Finita la cena procediamo nella direzione opposta rispetto a quella fatta poche ore prima ed alle 23.30 sono di nuovo pronto a combattere contro il cuscino, mentre fuori è finalmente notte.
E così il nuovo giorno bussa prepotente alle ante della finestra, invitandomi ad alzarmi. Bisogna nuovamente organizzare il monospalla, riporre tutta la biancheria ed i capi di abbigliamento, recuperare le carte sparse sulla scrivania e prepararsi per il viaggio di ritorno. E finalmente, una volta giunti in aeroporto, si svela ai nostri occhi ed alle nostre menti il mistero del biglietto di imbarco non consegnato ai passeggeri che volano su tratte interne in Finlandia. Si tratta di un sistema alquanto semplice ed allo stesso tempo funzionale. Una volta presentato il documento di identità al check-in, lo stesso viene registrato nel computer dell’operatore che a sua volta condivide l’informazione con quello del personale preposto all’imbarco, ed una volta giunti al cancello di imbarco, basta esibire il documento e digitate le iniziali del proprio cognome sul monitor… il gioco è fatto.
Si torna a casa, ancora pochi minuti e sarò nuovamente nel mio piccolo mondo. Anche questa è fatta e come al solito: ne è valsa la pena!