Il tradizionale appuntamento del Lunedì dell’Angelo è stato onorato anche quest’anno… l’Associazione fissa l’appuntamento per le 9:30 in Piazza Lauro e come ampiamente previsto nessuno si presenta. Un’ora dopo cominciano ad intravedersi i primi personaggi: Christian Govetto (detto K8), che non è un Marulando, ed (incredibilmente) il nostro presidente Salvatore Costantino, che infastiditi dal ritardo degli altri pensano bene di allontanarsi dal luogo dell’appuntamento.
Cinque minuti più tardi, il gruppo lentamente si compone e attende in stato di “intallio” crescente, per circa due ore. L’interrogativo principale che devasta le nostre menti assonnate è la scelta del luogo che dovrà fare da sfondo a questa giornata. Le opzioni sono sostanzialmente due:
• la “Piana dell’Olmo” a Santa Maria del Castello;
• la villa del presidente del Sorrento Calcio dirimpettaio del nostro amato presidente onorario Mario ‘o Pazzo.
Il tempo di certo non ci aiuta, ma alla fine per non correre il rischio di perderci nella nebbia che avvolge la montagna, decidiamo quasi all’unanimità (Gennaro continua ad insistere per la Piana dell’Olmo, a lui interessa solo giocare la partita di calcio senza regole…) di presentarci come un’orda di barbari a casa del gentile presidente Castellano, che era stato precedentemente contattato da zio Mario a nostra insaputa. Inizialmente, più che un’orda di barbari sembriamo un branco di agnellini in evidente imbarazzo;
organizzati in piccoli gruppi occupiamo l’area antistante la casa parlando della figuraccia che riteniamo di aver fatto nel piombare in casa di uno sconosciuto all’improvviso ed a mani vuote. Ma il nostro disagio dura poco… infatti, non osando chiedere quando il nostro onnipresente appetito sarebbe stato soddisfatto, per rompere il ghiaccio, ci dilettiamo nel gioco del calcio balilla organizzando un mini torneo misto. Si compongono le squadre: Flavia e Michele stravincono tutte le partite lasciando a bocca asciutta le altre squadre formate da Giuliana e Johnny, Filippo e Agnese, Stefano e Arianna.
Il resto del gruppo si intrattiene in piacevoli conversazioni all’ombra di…all’ombra e basta, perché non c’é sole… mentre il Cellino con ammirevole dedizione si occupa della perfetta cottura dei carciofi essendo forse il più affamato: «Cavolo! Si sarà arrostito meglio dei carciofi!!!»
Intanto, in cucina è allestita una tavola che farebbe invidia a qualsiasi banchetto reale, ricca di ogni ben di Dio. Chiunque passa di lì avverte l’irrefrenabile tentazione di entrare per placare un po’ l’appetito che lo logora.
Impossibile!!!! Schierata come un sergente, una “gentil” signora è di guardia alla tavola imbandita e fulmina con il solo sguardo anche chi osa solo guardare. Questa straziante sofferenza dura ancora per un po’, fin quando ecco che come un miraggio compaiono le prime farfalle con crema di peperoni che tra una gomitata, e vari spintoni sono fatte fuori in quattro e quattr’otto. Per non parlare di ciò che accade dopo; tutte quelle appetitose leccornie, che fino a quel momento avevamo potuto solo mangiare con gli occhi, ora sono finalmente nelle nostre mani.
Una volta che le nostre pance sono state degnamente riempite, ecco che inizia la mitica partita di calcio senza regole. Come da tradizione, i vecchi marulandi sfidano i giovani. La partita entra subito nel vivo. La crescente eccitazione trasforma la partita in una lotta all’ultimo sangue in cui l’obiettivo principale non è più solo quello di segnare il gol della vittoria, ma bensì quello di annientare l’avversario a colpi d’arance, sgambetti, gomitate ed autentiche “impanate” nel terreno.Gli spettatori divertiti dalla partita, tra palle in fronte e spremute d’arance, passano ai secondi piatti: salsiccia, capretto e i mitici carciofi del Cellino.
La partita volge al termine e la stanchezza inizia a farsi sentire. Le ultime energie sono consumate in un match di pallavolo disputato tra due squadre ancora agguerrite: da un lato Gennaro (instancabile… sarà questo l’effetto dei sette piatti di pasta?!!!) ed Aldo Ardia e dall’altro Aldo Ercolano e Paoletto. L’entusiasmo del pubblico pian piano si spegne così come le nuvole di quel giorno si dileguano lentamente. I nostri marulandi si allontanano stanchi, ma contenti della giornata trascorsa e della tradizione rispettata.
E’ doveroso un particolare ringraziamento al Presidente Castellano che ha reso possibile la realizzazione di questa ennesima Pasquetta, mettendoci a disposizione la sua proprietà e dimostrandosi molto ospitale e solidale con la nostra causa! Lo abbiamo ripagato onorando “fin troppo” la tavola e zappando perfettamente la terra!!!!!
FLAVIA & GIULIANA