La giornata marulanda


Pasquà, teniss ‘na gassosa?
Domenica 29 Gennaio si è svolta, nella splendida cornice dei Monti Lattari, la “Giornata Marulanda”. Questo evento fortemente voluto dal presidente Salvatore Costantino, e sponsorizzato da Johnny Pollio, è partito alle 9e30, col fatidico appuntamento orientativo, chiaramente non rispettato da tutti. I primi segni di vita si sono avuti intorno alle 10 con gli arrivi, a singhiozzo ed in ordine sparso, di Gennaro Esposito, munito di cartina CAI e torcia, Johnny Pollio, con fuoristrada preso in prestito dal padre, Aldo Ercolano che pur di essere presente aveva litigato con tutta la famiglia, gatto compreso, Stefano Limpido che, da buon medico, portava in dote uno zaino pieno di medicine e sostanza anabolizzanti, Giuliana Valente, molto preoccupata per l’asma, ma determinatissima ad arrivare sino in fondo, Salvatore Costantino, con appena 2 ore di sonno e Simone Costantino armato di macchina fotografica, lettore mp3, cuffie, ricchi premi e cotillon. Peccato per la povera Anna, venuta meno, causa attacco influenzale pochi minuti prima di partire. Nel frattempo, non si sa per quale motivo, in piazza Lauro, una macchina grigia, con un losco figuro al suo interno, quel poco di buono di Piter Cardone, si accodava alla carovana di auto, che nel frattempo si era formata davanti alla statua del buon Achille Lauro. Il disappunto, in quel momento ha pervaso molti Marulandi; “Mo chist arò è asciut?” “Ma chi ‘o chiammat?” “Avvocà, perché nun te staje azitt?”.
E così, dopo un lungo tira e molla, si è deciso di dare la possibilità, anche ad un non-marulando di prendere parte alla giornata Marulanda. Le 2 auto verso le 10e30 finalmente sono partite. Alle 11e30 sono state abbandonate lungo il ciglio della strada ed è iniziato il lungo cammino verso la chiesa di Madonna del Pino, uno scendi-sali, da far paura a Messner. Durante tutta la passeggiata, si sono susseguiti i più svariati tic: la processione inscenata da Salvatore e Aldo, il video girato in un’auto abbandonata lungo il sentiero, i dibattiti sulla defecatio e quanto altro. Dopo circa 45 minuti il primo traguardo è stato raggiunto. Lo scenario è stato davvero stupendo: una chiesa chiusa e abbandonata da parecchi lustri circondata da resti di varie torri, sembra che fossero i resti di un castello e tutto intorno verde. I Marulandi incuriositi da questo luogo mistico hanno iniziato la perlustrazione, dopo però che Piter (adesso si scopre perché è stato portato) ha rimesso in forza la truppa offrendo acqua e saccottini del Mulino Bianco a tutti. Come prima cosa è stato d’obbligo il giro della chiesa, “arrisicandosi” in un fossato; poi il presidente, sopraffatto da un tic improvviso ha deciso di esplorare un pozzo calandovisi all’interno.
Nel frattempo Simone, Giuliana, Johnny, Stefano e Aldo dopo aver rinunciato al tentativo di entrare a tutti i costi in chiesa, hanno scoperto un’altra zona, dal fascino straordinario. Avete presente quei luoghi usati per i sequestri? Beh,era proprio quello; c’era un simil casale che dava proprio quell’impressione; con tanto di radio e buco dove nascondere i sequestrati.
Ma c’era ancora spazio per altri tic. Farsi una foto con i culetti da fuori per Johnny, Gennaro, Simone e Salvatore era molto di più che un semplice tic. E’ stato il modo di dimostrare al mondo intero, che davvero erano i più scemi al mondo. Ma fieri, mentre mostravano il loro didietro, sono stati colti in flagrante da due tipi, che in quel momento sono giunti in auto; Piter, dalle risate, colto da spasmi e convulsioni, è caduto a terra, e ha cominciato a rotolare e sguazzare fra le cacchette di pecore. Il tempo passava e gli stomaci hanno iniziato a brontolare: era quasi l’ora dell’appuntamento addù Pasqual ‘o Brigant. Ma potevano mai i nostri amici lasciare il luogo senza lasciare il segno? E così in quattroequattrotto hanno creata un’opera d‘arte, uno splendido logo (quello del 22) realizzato dallo scultore Aldo Ercolano tutto in pietra viva, con l’aiuto dei marulandi-manovali Johnny, Zezzè, Salvatore, Simone e Stefano, e di Piter, con la qualifica di manovale-non-marulando. La salita si è poi rivelata più semplice del previsto forse perché spinti dalla fame e supportati dall’idea della sfasciata che li attendeva alla Taverna del Brigante.
Giunti alla taverne hanno trovato ad attenderli affamati, Arianna, Gerardo e Dora, Zio Mario e Zia Vanna, Nunzia e Pietro, Raffaele e Annamaria. Durante le cinque ore trascorse lì si è mangiato l’impossibile: antipasti di verdure, fagioli, salumi, salsicce,mozzarelle e prosciutto, tre primi piatti, misti di carne con patatine e insalata a volontà. Per concludere, l’ennesimo tic della giornata: quello delle cipolle; ovvero ognuno avrebbe dovuto mangiare un po’ di cipolla: com’è ben noto al tic non si comanda e così nel giro di 5 minuti il locale si è svuotato, appestato dagli aliti dei ticcati. Sazi ma felicissimi il gruppone ha salutato e ha ringraziato Pasqual ‘o Brigant, pittoresco proprietario della taverna, e sfinito si è diretto alla volta di Bomerano, destinazione Grotta dal Biscotto. Ormai era buio pesto. In cielo brillavano un’infinità di stelle, a suggellare quella giornata, per rendere ancora più bello e spettacolare quel luogo e più speciale ed indimenticabile quel momento. Di ritorno verso casa ognuno avrà riflettuto sulla giornata ed avrà pensato che rimarrà per sempre impressa nei cuori dei presenti. Non è stata una giornata qualunque, è stata la GIORNATA MARULANDA!!!

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