C’è un nuovo tic per i Marulandi: quello di essere primi ai giochi di apertura per la caccia al tesoro!
Anche nell’edizione 2005, infatti, i Marulandi vincono la prova del 23 dicembre, e si posizionano sul blocco di partenza davanti a tutte le altre squadre.
Il 23 dicembre è il grande giorno: i Marulandi inaugurano la sede di Cesarano e contemporaneamente si preparano ai giochi. Nel parcheggio della scuola giacciono due auto d’epoca e una vespa, procurate come promesso da zio Mario.
Carlo Colicchio indossa un completo nero di zio Mario, una cravatta sottile in perfetto stile anni ’60, un paio di Rayban originali dell’epoca, e per l’occasione si è pure tagliato i capelli alla John Lennon. Zia Vanna, con l’aiuto di Tito il parrucchiere, sembra essere stata catapultata nel 1960 dalla macchina del tempo. Francesca Milano è riuscita miracolosamente a entrare in un vestito blu (trovato da Giuliana), e Francesco Scala mostra orgoglioso i suoi jeans a zompafosso che svelano un orrido calzino bianco e le sue scarpe di vernice nere (resta un mistero dove le abbia recuperate). Peppe Alfaro perfetto con il suo maglioncino e la sua giacca di velluto a costine, capello Beatles anche per lui.
Aldo Ercolano, che ha realizzato in extremis la bandiera (gli diamo atto però dell’ottimo lavoro fatto) sostituisce Alessandro Cella al volante della vespa.
Mentre i sixty boys ultimano i preparativi si legge sui volti degli altri componenti della squadra una grande soddisfazione per il lavoro svolto e per l’impegno che tutti hanno messo nel preparare la sfilata.
Le coppie salgono a bordo delle auto: Francesca e Carlo dietro al cassone della Balilla del 1935, Francesco e zia Vanna (insieme a Salvatore e a zio Mario) a bordo della Topolino verde. Aldo e Peppe sulla vespa con la bandierona. Inizia la sfilata sul corso di Sorrento. Temperatura esterna prossima agli zero gradi centigradi, ma il calore di tutta la squadra scalda i partecipanti.
Dopo la passerella delle auto è la volta di salire sul palco a mostrare i vestiti alla giuria. Sotto il palco, compatti, tutti gli altri Marulandi che tifano, applaudono e non abbandonano mai i concorrenti. Il primo gioco è il Musichiere e vede protagonista zia Vanna, esperta di canzoni anni 60. E infatti zia Vanna non delude e riesce a cavarsela nonostante la difficoltà di indovinare una canzone dopo averne ascoltato solo i primi 5 secondi. Non mancano le polemiche tra le varie squadre e anche con l’organizzazione, che impedisce in ogni modo i suggerimenti.
Per la seconda prova scendono in pista Carlo e Francesca (che necessita però di un corso accelerato di twist, prontamente tenuto da zia Vanna). Sulle note del tipico ballo anni ’60 si scioglie l’imbarazzo della coppia, che affronta a testa alta la prova. La giuria esprime anche commenti positivi sull’esibizione, ma alla fine il punteggio per i ballerini è un misero 6. Portano a casa la sufficienza e salvano la faccia, trovando ad accoglierli tutta la squadra che festeggia e si complimenta. Per l’ultima prova i Marulandi sfoderano l’asso nella manica: il mitico Frenzis detto anche “le so tutte” è il prescelto per il gioco del quizzone. Risponde bene a un paio di domande, ma resta clamorosamente a bocca chiusa al quesito su papa Pacelli. E’ comunque il migliore del suo turno, e i compagni lo festeggiano trionfanti.
In attesa del concerto di Edoardo Vianello l’organizzazione inizia a dare i punteggi (mentre Francesco Mancusi e Michele Di Maio presidiano il tavolo della giuria cercando di anticiparne le somme aritmetiche). 8 punti per i costumi, 8 punti per le macchine, e 8 punti per la bandiera, che sommati ai punteggi ottenuti durante i giochi permettono ai Marulandi di classificarsi primi.
Una grande gioia per la squadra, unita dal primo momento fino alla proclamazione dei vincitori sotto la grande bandiera che nelle mani di Salvatore non ha smesso di sventolare un attimo. Un chiaro segnale di orgoglio e di avvertimento per tutti gli altri, un modo per dire “i Marulandi ci sono anche quest’anno, e sono più motivati che mai perché l’unione di questa squadra ci fa forti”.
FRANCESCAMI