Gallipoli 2006


Finalmente in vacanza: non ci posso credere (I can’t believe it)!
Ho pensato spesso, nel corso di questi ultimi mesi di “vagabondaggio”, quale poteva essere la mia vacanza ideale, quali potevano essere e dovevano essere i miei compagni di viaggio, quali potevano essere le aspettative e le emozioni che avrebbe dovuto riservarmi la mia vacanza. Ho avuto il timore, lo devo confessare (ed è stato un grande tormento quello maturato nel corso dei miei interminabili spostamenti per l’intero globo), che avrei trascorso le vacanze da solo, lontano da tutto e da tutti, senza un vero equipaggio, solo nella tempesta. Avrei vissuto la mia solitudine!
Non c’era molto tempo per organizzare le vacanze; non c’erano i momenti giusti per mettere insieme una valida ciurma; non c’ero!
Non c’ero perché perso a rincorrere le “mie navi”, non c’ero perché ho vissuto un mese di esilio a Genova (con il senno di poi è stato un vero spasso il periodo trascorso nella città della Lanterna), non c’ero perché in fondo l’Indonesia e la Cina non sono poi così lontane.
In tutto questo mio non esserci però si è concretizzata sempre più, e quindi c’era, la paura della solitudine. Accanto alla paura della solitudine vissuta a bordo degli aerei, giorno dopo giorno, la consapevolezza di potercela fare ad organizzare qualcosa di buono ha però preso corpo: C’ERA!
C’era la voglia di condividere, di emozionarsi, di ricordare l’estate DUE ZERO ZERO SEI, di stare insieme. Per tutto questo e per quello che non ho saputo esprimere attraverso le parole, dico GRAZIE a Giuliana, Ludovica, Massimo (li metto in ordine alfabetico giusto perché ci deve essere un ordine, la coerenza del pensiero, ma sono tutti e tre al primo posto della mia estate, 3 medaglie d’oro, evento che nella storia dello sport agonistico non era mai successo). Non ricordo una Olimpiade o campionato del mondo di qualsiasi disciplina sportiva dove 3 atleti si sono classificati al primo posto dando luogo ad un incredibile parimerito: non esiste.
Eppure a Gallipoli è successo. Questa rara ed unica circostanza si è realizzata ed io ne sono testimone; sono testimone di una grande vacanza vissuta a “tempesta” senza lesinare alcuna emozione, facendo ciò che è più naturale che accada quando si è in vacanza: ci siamo divertiti.
Divertiti con poco, con una Tassoni ed un po’ di Aperol, il tutto accompagnato da deliziosi stuzzichini, abbiamo inscenato il nostro happy hour casalingo, a cui hanno partecipato svariate persone esterne alla comitiva: un vero MUST.
Sei già dentro l’happy hour vivere costa la metà e la vita che non spendi che interessi avrà… ecco la colonna sonora della vacanza perfetta.
Abbiamo speso tutto il nostro tempo, abbiamo vissuto il nostro tempo condividendo sorrisi, fotografie (credo che la sola Giuliana abbia fatto più di duecento foto digitali: un vero mito), serate in discoteca e risvegli in spiaggia con facce da zombi per tutta la giornata. Dico grazie alla mamma di Ludovica per la fiducia concessami: ha mandato la sua unica figlia femmina in vacanza senza neanche conoscermi. Grazie anche a te Giuliana che hai creduto fino in fondo al progetto “Gallipoli 2006”. Senza di te, senza la tua oculata ed attenta gestione patrimoniale, io e Massimo da soli avremmo speso somme esorbitanti. Grazie a Massimo che ha reso le nostre serate uniche: il successo dell’happy hour è solo tuo e se ai nostri tavoli si sono accomodati ospiti di tutto riguardo lo dobbiamo solo a te. Spero che nessuno degli arruolati per questo viaggio nel divertimento abbia qualche rimorso, qualche cosa che avremmo potuto fare e che invece non è stata fatta, perché essere nella vita si può una sola volta.

Grazie a tutti quelli che hanno liberato la luce. La luce che si libera da un minibar abbandonato nella penombra di una stanza, così disperatamente chiuso sulla sua luce interiore e in preda a non so quale comunione nella solitudine, voi tutti vi siete chinati. La vostra mano si è posata sulla maniglia della porta e l’avete aperta… Avete aperto quella porta o meglio qualcuno dentro di voi ha aperto quella porta… qualcuno dentro di voi ha liberato la luce. Beh ecco chi è, quel qualcuno che voglio ringraziare! Quella qualcuna! Grazie per ogni volta che avete aperto la mia porta.
Questa vacanza è servita anche a saldare un vecchio debito che avevo con il mio passato. Ero già stato ad Otranto, avevo goduto della bellezza del mare dei Laghi Alimini, ma non mi ero mai spinto oltre. Non avevo mai osato attraversare le virtuali colonne d’Ercole; non avevo avuto il coraggio di affrontare quello che Arturo anni fa mi aveva detto di andare a vedere e non guardare. Le grotte della Zinzulusa: un vero spettacolo della natura! Ho affrontato da buon soldato il mio nemico, ho guardato nei suoi occhi e sono andato oltre. Ci sono stato anche io, adesso lo posso dire, e siamo patta e pari! Ho fatto rotta verso questo paradiso terrestre ed ho visto. Ma ho visto anche occhi che hanno pianto tanto.
Non è certo facile ricominciare dopo 16 anni di vita divisa con un’altra persona, non ci sono parole che tengano, non ci sono frasi che possano darti un minimo di sollievo, se non quello che porti dentro. Il tuo amore, le tue emozioni, i tuo sentimenti, le tue risate ed i tuoi eterni silenzi meritano di più. Basta osservare, perché altrimenti vedi solo una realtà statica, immobile, attraverso le tue infinite foto, istantanee di un mondo che evolve e si trasforma. Il futuro ti cambierà? Nulla è in grado di cambiarti. Solo il mondo cambia…

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